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Festival in Guinea Bissau, tra creatività e sensualità

Guinea Bissau.

Festival in Guinea Bissau, tra creatività e sensualità

Guinea Bissau.

I festival in Guinea Bissau sono legati principalmente ai due carnevali che si festeggiano nel Paese, compreso l’incredibile carnevale tribale. Le popolazioni, sfoggiando la portentosa creatività africana, sfilano con festosa sensualità. Molte altre cerimonie animiste sono legate al ritmo delle stagioni, come la maschera “Vaca Bruto” che danza al termine dei raccolti.

Viaggi in Africa a suon di musica. Quella della Guinea-Bissau, ad esempio, è piuttosto particolare, e di solito è associata con il genere gumbe poliritmica, esportazione musicale principale del Paese. La zucca è lo strumento musicale principale, usato per accompagnare le danze con un ritmo estremamente veloce e complesso. I testi sono quasi sempre in Guinea-Bissau creolo e sono spesso divertenti e di attualità. La parola “gumbe” è talvolta usata in modo generico, per riferirsi a qualsiasi tipo di musica del paese, anche se ci si riferisce più specificamente a uno stile unico che fonde una decina di tradizioni musicali popolari del Paese. Tina e Tinga sono altri generi in voga, mentre le tradizioni popolari includono musica cerimoniale usata durante i funerali, iniziazioni e altri rituali.

Il Carnevale tra i festival in Guinea Bissau

Il carnevale in Guinea Bissau è un grande mix di tradizioni africane e portoghesi, ed è la festa più sentita dall’intero paese. Si tiene tra febbraio e marzo e dura un paio di giorni.

Nella capitale Bissau, lungo il viale principale «Avenida Amilcar Cabral», le maschere provenienti da ogni regione del paese e dai “Bario” (quartieri della capitale) cominciano a sfilare. Tam-tam, maschere tradizionali, guerrieri armati di frecce e coperti da pelli di coccodrillo, affascinanti fanciulle che sfoggiano bellissime acconciature e che sfilano abbigliate solo di perline, maschere contemporanee in carta pesta: tutto a testimonianza dell’incredibile fantasia e creatività di questo popolo. Ore di sfilata, che fanno di questo carnevale un indimenticabile “festa popular”, dove l’influenza portoghese si sincretizza con la gioia di vivere e la magia africana.

Festa della maschera “Vaca Bruto”

La vita delle etnie Bijagos è ancor oggi governata dal ritmo delle stagioni e dell’agricoltura. Terminati i raccolti, durante la lunga stagione secca arriva il tempo delle cerimonie. Vaca Bruto è una maschera lignea su cui sono montate delle autentiche corna di Zebù ed è l’incarnazione di un potente spirito della natura. I danzatori, la cui identità è tenuta segreta, appartengono a una precisa “classe di età” o grado di iniziazione. A queste danze intervengono tutti i personaggi del villaggio: gli anziani, i giovani guerrieri, i grandi iniziati che hanno portato in precedenza la maschera, sacerdoti e stregoni fra cui le potenti sacerdotesse, tipiche di una società matriarcale.

Nidificazione delle tartarughe

L’isola disabitata di Poilao è di grande bellezza ed è considerata uno dei principali siti di nidificazione per le tartarughe marine verdi. Dopo il tramonto le tartarughe emergono dall’oceano per scavare nella sabbia una vasta buca e deporvi fino ad un centinaio di uova. Nello stesso momento le tartarughine appena nate emergono dalla sabbia e si dirigono verso l’oceano per iniziare un lungo viaggio. Questo, le riporterà sulla stessa spiaggia 25-35 anni dopo, quando le femmine avranno raggiunto la maturità sessuale.

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