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Repubblica del Benin

Benin, News.

Repubblica del Benin

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REPUBBLICA DEL BENIN

Superficie: 112.672 Km2 
Popolazione: 12.864.634 (nel 2020) maggiormente concentrata al sud. Sull’littorale atlantico, la sola Cotonou conta 2.401.067 abitanti. La demografia è rilevante con un aumento annuo della popolazione del 3,5%.
Aspettativa di vita: circa 61 anni.
Capitale formale: Porto Novo. Capitale economica, sede del governo e del Palazzo Presidenziale: Cotonou.
Frontiere: a Est con la Nigeria a Nord con Niger e Burkina Faso, a Ovest con il Togo ed a Sud con Oceano Atlantico.

Gruppi etnici: Fon 38%, Adja 15%, Yourouba 12%, Bariba 10%, Peul 9%, Ottamaribe inclusi i sottogruppi come Wama e Tayakou 6%, altri gruppi minori inclusi i residenti esteri 10%.
Religione: Cristiani 51%, Mussulmani 24%, Vudù 17%, altre religioni tradizionali 3%, non classificati 5%. Queste cifre vanno interpretate, molti abitanti del Benin praticano contemporaneamente  sia  la religione Cristiana o Mussulmana che il Vudù ma sono classificati come aderenti ad una delle due religioni monoteiste.
Lingua ufficiale: francese, che è abbondantemente parlato in tutto il paese. Nel Sud sono comuni il Fon, lo Yourouba e nel nord il Bariba, il Peul e le differenti varianti degli idiomi Tamari (Betammaribe).

Sicurezza: con una presenza minoritaria dell’Islam ed il fatto che in queste regioni siano praticate forme di Islam dai connotati africani, quindi tolleranti e pacifiche, non è mai stata rilevata la presenza di gruppi armati residenti sul territorio. A parte un solo incidente sulla frontiera con il Burkina Faso ad opera di individui provenienti dall’ esterno, non sono riportati atti di terrorismo. L’attenta vigilanza delle forze di sicurezza nelle zone di frontiera, fanno del Benin un paese sicuro, con meno incidenza terroristica nei paesi Europei.

Vaccinazioni e pandemie: Necessaria la vaccinazione contro la Febbre Gialla ed altamente consigliata la profilassi antimalarica. Il Benin ha registrato solamente 2884 casi totali di Covid 19 (al 16 novembre 2020) facendo del Benin parte delle nazioni mondialmente meno toccate.
Visto: necessario, ottenibile via internet: https://evisa.gouv.bj/ 

TERRITORIO, CLIMA E STAGIONI

A sud e nel centro grandi pianure di boscaglia alternate a piantagioni di palma da olio. Il littorale atlantico dalle infinite spiagge bordate dalle alte palme da cocco era di difficile accesso nautico  perché prive di porti naturali. A Nord vi sono ampie savane punteggiate dai baobab  grandi radure protetti  dalla catena montuosa dell’Atakora che attraversa una parte settentrionale del paese in direzione Nord -Est.

Il clima è tropicale, Saheliano nella parte più settentrionale,  secco nel centro- nord e moderatamente umido a sud, le piogge, che non superano  mai i 1300 mm annui, anche nelle regioni più umide.

Le stagioni. Il Benin, con i suoi vicini (Togo e parte orientale del Ghana)  si caratterizza per un microclima unico composto da 4 stagioni:
– da novembre ad aprile, grande stagione secca
– da maggio alla prima meta di agosto, grande stagione delle piogge
– dalla seconda metà di agosto alla prima meta di settembre, piccola stagione secca
-dalla seconda metà di settembre alla fine di ottobre piccola stagione delle piogge.

LA STORIA

La storia del paese è profondamente diversa fra Nord e Sud. Nell’ arido nord le popolazioni sono state da sempre piu isolate. Nel sud, molto più fertile si sono sviluppati importanti reami come Ketou, Dahomey, Allada e Porto Novo. Questi reami, già dal 15° secolo sono venuti in contatto con i primi navigatori Europei e con il loro seguito di commercianti e missionari. Le élite del sud hanno intessuto con gli europei scambi commerciali, di cui la tratta negriera ne fu il più lucrativo. Gli schiavi venivano catturati grazie ad  un incessante stato di guerra con le etnie  delle savane a nord. Questi commerci permisero alle popolazioni costiere una apertura al mondo ed un benessere economico che ne accelerò lo sviluppo.

A Nord. La storia della parte settentrionale del paese, in assenza di tradizioni scritte rimane sfumata fino all’epoca coloniale, ad eccezione del reame dei Wassangari-Bariba risalente al 16° secolo, che ha dominato estese regioni grazie a un esercito di cavalieri. Nel resto dei territori, per millenni, hanno vissuto gruppi etnici con forme di organizzazione sociale orizzontale o acefale( chiamata anche anarchia tribale) come i Somba  o con limitate strutture gerarchiche come i Taneka presso le quali l’autorità non si basava su una gerarchia, con un potere coercitivo, ma sul rispetto degli anziani e delle tradizioni.

Non esistendo una larga organizzazione politica con un vertice e quindi un esercito, ogni uomo valido si trasformava in guerriero in caso di attacchi esterni  o conflitti tribali. Si era modellato uno stile di vita, apparentemente immutabile, in cui il divenire non era altro che il perfezionare di un modello, idealizzato, tramandato dagli antenati. Per millenni, questi sistemi sociali, che non conoscevano frontiere fisse, ma solo aeree di influenza, e neppure guerre di espansione, hanno caratterizzato, forse, i modelli più originali del vivere, in questo continente.

Questi modelli  sono forse, il patrimonio più originale e meno riconosciuto, che il pensiero sociale, politico che l’Africa precoloniale abbia saputo lasciare. Modelli che non sono passati alla Storia perché non hanno espresso reami, imperi, conquiste e grandi guerre. Invece di fare “La Storia” con la S maiuscola hanno saputo convivere in armonia con la natura e con gli spiriti, creando una spiritualità magico-metafisica, che ha lasciato, la maggior parte delle opere che hanno fatto, grazie alle sue capacità astrattive, dell’arte africana l’ispiratrice dell’arte moderna e parte integrante del patrimonio culturale dell’umanità.

A Sud, nelle zone più antropizzate del paese (70% della popolazione) si sono sviluppati grandi reami. Reami che sono passati alla Storia grazie agli splendori, alle guerre, alle espansioni territoriali, alle razzie necessarie dal 16° secolo alla fiorente  tratta negriera.. Per ultimo alcuni reami sono passati alla Storia grazie alle guerre che li hanno opposti agli Europei allla conquista coloniale ed alla conseguente abolizione della tratta.

Il reame di Kétou si estendeva su un vasto territorio fra il Benin e l’attuale Nigeria sud-occidentale. Fondato da Oba (Re) Ede, nipote di Ododuwa che dall’11° al 12° secolo dette origine al primo reame Yourouba ad Ile-Ife, nell’attuale vicina Nigeria. Ife fu uno dei più prestigiosi reami africani, che ci ha lasciato i famosi bronzi del Benin. Ancor oggi sul palazzo reale di Kétou regna, con la sua corte, l’Oba Alaketu, rispettato dalla sua popolazione e fiero delle antiche origini. Si crede che proprio da questa regione si sia diffuso il culto delle maschere Gelede. Ancor oggi iniziazioni, riti magici, danze delle maschere, cerimonie Voodoo sono comunemente praticati da queste genti.

 Il reame del Dahomey massima espressione politica dell’etnia Fon ha le sue origini agli albori del 17° secolo. La sua capitale, Abomey è la sede di numerosi palazzi reali, ogni re faceva edificare un suo nuovo palazzo. Una parte di questi palazzi è oggi un interessante museo che espone oggetti rituali, utensili,  armi, tessuti, apparati reali fra i quali uno trono sormontato su quattro crani umani ed  una serie di interessanti bassorilievi creati dagli artisti di corte. L’economia del reame  si è sviluppata grazie alla tratta negriera ed è terminata con il cessare della stessa.

Abomey disponeva di un esercito organizzato, il cui battaglione più agguerrito era quello delle donne guerriere chiamate poi Amazzoni, conosciute per la loro ferocia. Gli schiavi erano i prigionieri di guerra. L’esercito era il principale motore dell’economia, capace di attaccare le popolazioni vicine, che soprattutto nel nord non disponevano di eserciti professionali, per procurarsi gli schiavi da  esportare. Nel palazzo un “muro sacro” fu edificato impastando l’argilla con il sangue umano di migliaia di schiavi sacrificati. Nel suo apogeo, il reame si espanse fino al littorale con la presa della cittadina di Ouidah, fondamentale per l’imbarco degli schiavi.

La fine del reame e della tratta coincide con l’inizio dell’ epoca coloniale. L’esercito francese impiegò ben due anni a vincere questo potente esercito africano. La guerra terminò quando il fratello di re Béhanzin, geloso del potere ed ambizioso di divenire futuro re informò i Francesi sul luogo dove Béhanzin ed i suoi guerrieri si nascondevano. L’amministrazione coloniale abolì la schiavitù. La tratta negriera era un importatene attività economica per queste genti e l’interruzione forzata della tratta, da parte del colonialismo, doveva essere sostituita con un’altra  attività, che fu la produzione dell’ olio di palma.

Distese piantagioni di palma si estendono ancor oggi per chilometri nella regione.
Nonostante fosse stato uno degli ultimi grandi  Re-Negrieri, avendo combattuto contro la penetrazione coloniale, Béhanzin è considerato dagli africani come un simbolo ed un eroe.

La storia si fa dettagliata dall’ epoca coloniale che ha portato la scrittura ed il calendario:
1894 Nasce la Colonia del Dahomey, parte dell’AOF (Africa Occidentale Francese).
1946 La Colonia del Dahomey viene a far parte dei Territori d’Oltremare con un proprio parlamento ed una rappresentanza al parlamento francese.

Durante l’epoca coloniale vengono costruiti il porto di Cotonou, la ferrovia e viene dato un forte impulso alla costruzione di scuole su tutto il territorio, i missionari cattolici contribuirono alla realizzazione ed alla gestione di numerose strutture scolastiche ed ospedaliere.
1960 il 1° Agosto, la Repubblica del Dahomey diventa indipendente ed Hubert Maga leader del Movimento Democratico del Dahomey viene nominato presidente.

1963 Malcontento, scioperi e manifestazioni caratterizzano il paese, con un rischio crescente di guerra civile.
1963 il 28 Ottobre, il Colonnello Christophe Soglo, capo di stato maggiore opera il primo colpo di stato, deponendo Hubert Manga.
1964 Il Colonnello rende il potere ai civili e viene eletto un nuovo presidente.

1965 Anno caratterizzato dal’ l’instabilità, le faide all’interno del governo portano al blocco delle attività del parlamento ed alle dimissioni del Presidente.
1965 il 2 dicembre, secondo colpo di stato di Christophe Soglo che nel frattempo è diventato  generale.
1967 il 1° dicembre, altro colpo di stato: un gruppo di giovani ufficiali guidato dal comandante Maurice Kouandété rovescia Cristophe Soglo.

1968 La giunta militare nomina un civile a capo del paese.
1969 Secondo colpo di stato di Maurice Kouandété che nel frattempo è diventato colonnello.
1970 I militari lasciano il potere nominando un triunvirato civile che include il primo presidente Hubert Manga.
1972 il 26 ottobre, colpo di stato da parte del Comandante Mathieu Kérékou.

1974 il 30 novembre, Kérékou dichiara il Dahomey paese rivoluzionario ed addotta Marxismo Leninismo come ideologia.
1974 E’ l’anno di numerose nazionalizzazioni.
1975 il 1° dicembre, Kérékou dichiara che la Repubblica del Dahomey cambia nome in Repubblica Popolare del Benin.
1975 – 77: gli anni della rivoluzione si caratterizzano con esecuzioni di oppositori e purghe, anche il ministro degli interni cade in disgrazia e viene eliminato. Il Benin riceve sostegno  principalmente da Corea del Nord e Cina.

1977 il 16 gennaio, gli oppositori al regime esiliati in Costa d’Avorio con l’aiuto di Marocco,  Gabon e Costa d’Avorio e con la probabile approvazione della Francia organizzano quella che in codice fu chiamata “Operazione Gambero” un tentativo armato di rovesciare il regime comunista. Dell’ operazione è incaricato Bob Denard il più famoso mercenario dell’epoca. L’operazione fallisce per mancanza di coordinazione fra gli attaccanti ed un’unità militare locale che doveva segretamente appoggiarli. Kérèkou, in persona,  guida la risposta militare, guadagnando in popolarità, presentato come salvatore del paese da un attacco esterno.  

1982 Il Papa Jean Paul II visita il Benin e viene ricevuto da Kérékou. In quegli anni il regime promulga leggi di ispirazione anti-religiose intenzionate a sradicare i culti tradizionali come il Voodoo, considerati antitetici con l’ideologia marxista del Materialismo Scientifico, mentre il presidente stesso si avvale dei consigli e della protezione magica di un Marabut islamico. Mohamed Amadou Cissé, marabut originario del Mali diventa l’eminenza grigia del paese, e contribuisce alla dilapidazione delle casse dello stato. Nel paese si  diffondono  dicerie che spiegano la vittoria del presidente contro i nemici con il  fatto che egli stesso fosse dotato di poteri magici.

1980-89 Furono anni di grave crisi economica, il debito estero si raddoppiò ed il prodotto interno  lordo si ridusse di un terzo. L’unica attività che continuò ad essere sempre più fiorente fu il contrabbando con la Nigeria, il gigante economico e petrolifero della regione. La maggior parte del carburante entrava “informalmente” attraverso un esteso “traffico delle formiche” che dava da vivere a molti.
Dal Benin transitavano altrettanto “informalmente”  beni proibiti o regolamentati dalle  leggi sull’ importazione della Nigeria di cui il suo estesissimo mercato era avido. Veicoli da trasporto (le famose Peugeot che arrivavano dal deserto) veicoli di lusso, alcolici ed anche beni di prima necessita partivano in gran quantità.

Nel paese venivano praticati, in maniera pragmatica, da un lato il comunismo ideologico dall’ altro l’ estremo liberalismo intrinseco in quello che è un eufemismo chiamare “commercio informale”. In quell’epoca solo l’ufficio turistico nazionale era abilitato ad organizzare viaggi nel paese, e le agenzie private proscritte, i pochi avventurosi viaggi organizzati venivano dal Togo ed ai turisti individuali capitava di essere sospettati di essere mercenari, sospetto gravissimo che fortunatamente veniva dimenticata dopo il pagamento di una mancia.

1989 Uno sciopero generale scuote il paese.
1989 il 6 dicembre, Mathieu Kérékou sorprende l’intera comunità internazionale rinunciando al Marxismo Leninismo dichiarando che l’opzione socialista non si adatta alle realta del paese.
1990 dal 19 al 28 febbraio, si svolge la Conferenza Nazionale voluta dallo stesso presidente e dal capo della chiesa cattolica, Monsignor De Susa. Alla conferenza sono invitati anche gli oppositori che condannati in contumacia si erano rifugiati all’estero. La Conferenza Nazionale rappresenta la svolta definitiva del Benin verso il multipartitismo.

1990 il 1° marzo, il paese non è più una Repubblica Popolare chiamandosi semplicemente Repubblica del Benin.
1991 il 24 marzo, vengono indette libere elezioni il candidato Nicéphore Soglo (cugino del Generale Christophe Soglo autore di due precedenti colpi di stato)  viene eletto. Kérèkou rinuncia di buon grado e si ritira a vita privata acclamato come esempio di democrazia, e come personaggio che non avendo accumulato ricchezze, vive da semplice cittadino.

1996 il 18 marzo, dopo solo cinque anni di esercizio democratico il primo presidente eletto, decade nonostante il sostegno di Stati Uniti e degli organismi internazionali che ne complimentano i successi nel campo dei diritti umani.

In realta Soglo era  divenuto inviso alla maggioranza della popolazione che lo accusava di nepotismo avendo nominato a posti chiave i membri della sua famiglia. Alle elezioni il suffragio universale richiama a Kérékou a presiedere il paese. L’ex uomo forte comunista ha abbandonato i riferimenti al Marxismo, ritornato Cristiano e rispettoso dell’alternanza democratica.  

2001 il 18 marzo, rielezione alla presidenza per un secondo mandato di Mathieu Kérékou.
2006 il 19 marzo, viene eletto, alla suprema carica dello stato, Boni Yayi. Kérékou che non si era ri-candidato, rispettando la costituzione, si ritira e conduce una tranquilla vita privata rifiutando anche la scorta. Mathieu Kérékou,  che nella sua vita ha accumulato 37 anni di esercizio del potere, dapprima come militare golpista e poi come presidente democraticamente eletto è uno dei personaggi più emblematici della politica, del potere e dell’esercizio democratico nella specificità dell’ Africa contemporanea.

2011 il 13 marzo, Boni Yayi viene rieletto alla presidenza della Repubblica.
2012 il 21 ottobre, vengono arrestati tre personaggi nell’ entourage del palazzo accusati di tentativo di avvelenamento del Presidente. L’uomo d’affari Patrice Talon è accusato di esserne il mandante.
2014 il 14 maggio, Patrice Talon e gli altri tre vengono graziati.

2016 il 20 marzo, Patrice Talon vince le elezioni e diviene l’attuale presidente della repubblica del Benin. Forbes riconosce Talon come il 15° uomo più ricco dell’Africa sub-sahariana. Sotto il suo governo viene lanciata una campagna contro la corruzione che include anche le forze di sicurezza.

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