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FESTIVAL DEL VUDU: Ghana, Togo & Benin

FESTIVAL DEL VUDU: Ghana, Togo & Benin

Giorni:
13
Tipo di viaggio:
Evento Speciale
Gruppo Internazionale
Grandezza gruppo:
da 2 a 16 partecipanti
PREZZO per persona:
- GRUPPO DI 6 O PIU' PARTECIPANTI: 2998 €
- Gruppo di 4/5 partecipanti: 3485 €
- Supplemento camera singola: 607 €
GUIDA: Parlante Italiano, Inglese, Francese, Tedesco
Acconto al momento della prenotazione

1.046,00

L'acconto è inteso come 30% del totale. Per maggiori informazioni, puoi visionare la nostra informativa.

Uno dei più completi e spettacolari viaggi in Africa Occidentale.  Per tutti quei viaggiatori che vogliono scoprire questa incredibile regione, la religione Vudu ed innamorarsi dell’Africa…
PARTENZA:  8 Gennaio 2022

 

 

PREZZO DA: 2998 €

Sconto:
Data Partenza:
  • 8 Gennaio 2022 - 20 Gennaio 2022
Totale: 1046
Categorie: , ,

Offerta Speciale

Descrizione

GHANA, TOGO, BENIN
In Benin il 10 gennaio è un giorno speciale durante il quale la popolazione celebra i culti ancestrali.
In particolare tutti gli adepti del vudù si riuniscono nella regione di Ouidah.
Una lunga processione si snoda, chi a piedi , chi in motocicletta, qualcuno con il taxi brousse…tutti si recano verso la Porta del non Ritorno. I partecipanti sono abbigliati con costumi tradizionali: il bianco è il colore predominante, vivacizzato dalle coloratissime perline di vetro.
Il culmine del festival viene raggiunto con l’arrivo di Dagbo Houno, il sacerdote capo di Ouidah.
Danze, libagioni, maschere caratterizzano la mattinata.
Il nostro viaggio continuerà mostrando il meglio di Benin, Togo e Ghana. Conosceremo i Taneka e i Tamberma che costruiscono le case come piccoli castelli in argilla ed a Kumasi entreremo nel regno degli Ashanti . Termineremo il viaggio esplorando l’ex Costa degli schiavi e i forti costruiti dagli europei.

Il tour sarà accompagnato da un tour leader esperto assistito – durante i giorni delle celebrazioni Vudù- da uno stregone

Giorno 1: LOME, GOLFO DI GUINEA   Togo
Arrivo a Lome (Togo) e transfer all’ hotel.

Giorno 2: MERCATO DEI FETICCI   Togo / Benin
Lome, visita della città
Lome è una città piuttosto ordinata : da una parte il calmo quartiere amministrativo, dove si lasciano ammirare alcuni begli immobili in stile coloniale ; dall’altra il vivace quartiere degli affari, dominato dal mercato centrale. In periferia il mercato dei feticci, dove vengono venduti gli ingredienti per i sacrifici vudù. E’ qui che i vari adepti dell’animismo locale vengono a comprare gli elementi necessari per i loro culti. I responsabili del mercato ci mostreranno alcuni «gri-gri che avrebbero il potere di risolvere i problemi della vita di tutti i giorni. Un enorme ed eclettico assortimento di tutto il necessario per pozioni d’amore oltre che intrugli magici per gli usi più disparati. Lomé è un crocevia di persone e commerci, una città cosmopolita di ridotte dimensioni. Visiteremo infatti il mercato centrale con le sue famose “Nana Benz”, le donne che controllano il mercato dei costosi “pagne” (tessuti) provenienti dall’Europa e venduti in tutta l’Africa Occidentale.
Ci spostiamo in brousse per entrare nella terra del vudu. Incontro con un guaritore tradizionale: i guaritori tradizionali curano i propri pazienti unendo riti vudù con una profonda conoscenza delle erbe. Proseguimento verso Ouidah.

Giorno 3: FESTIVAL VUDU’ , OUIDAH   Benin
In Benin il 10 gennaio è giorno di festa nazionale, durante il quale si onorano la religione tradizionale ed i suoi culti. In particolare nella regione di Ouidah si tengono celebrazioni vudù che radunano migliaia d’adepti, capi tradizionali e “feticheur”.
Ouidah è considerata una delle capitali del vudù africano. In questa città, antico porto del traffico negriero dall’architettura afro-brasiliana decadente, coabitano uno di fronte all’altro il Tempio dei pitoni e la Cattedrale cattolica.
La lentezza dei personaggi inondati dal sole… il battito lontano delle onde sulla spiaggia… il ritmo dei tamburi rappresentano l’eco mormorante di colonne di schiavi imbarcati su queste spiagge. Un’atmosfera al di fuori del tempo, molto ben descritta da Chatwin nel suo libro « Il viceré di Ouidah ».
A Ouidah visiteremo: il Tempio dei Pitoni che vengono venerati come vudù protettori della città, il Forte portoghese trasformato in museo sulla tratta degli schiavi ed infine la Via del Non-Ritorno percorsa da migliaia di schiavi prima di essere imbarcati in direzione del nuovo mondo.
In base al programma del festival, sceglieremo il luogo migliore per assistere alle cerimonie che si svolgono nella intera regione di Ouidah.

Giorno 4: REGNI AFRICANI   Benin
Attraverseremo il Lago Nokwe a bordo di barche motorizzate per raggiungere Ganvie, esteso e caratteristio villaggio su palafitte. Gli abitanti, dell’etnia Tofinou, costruiscono le loro capanne su pali di teck e ricoprono i tetti delle abitazioni con una spessa coltre di paglia. L’isolamento nel quale vivono ha permesso loro di conservare abitudini e regole di costruzioni originarie . La pesca è l’attività principale di questa popolazione. Nelle piroghe, che uomini, donne e bambini conducono con facilità con l’aiuto di lunghe pertiche, si scandisce la vita quotidiana. E’ in piroga che gli uomini vanno a pesca e le donne mettono in mostra le merci da vendere al mercato. I bimbi raggiungono la scuola in piroga, ed è in piroga che si canta accompagnando il ritmo delle pertiche.
In seguito ci recheremo ad Abomey per la visita del Palazzo Reale, i cui muri sono decorati con simboli degli antichi re del Dahomey. Il palazzo è ora un museo che conserva tra l’altro le spoglie mortali dei re ed un tempio costruito con argilla mischiata a polvere d’oro e sangue umano. Il Regno del Dahomey stabilì le basi del proprio potere su uno stato permanente di guerra che gli permise di catturare prigionieri da rivendere come schiavi. L’esercito reale era formato anche da truppe femminili, che si caratterizzavano per l’audacia e la bellicosità.
Gli storici sottolineano la dimensione “laica” del potere esercitato dai sovrani del Dahomey. Il re non era né un dio, né un sacerdote, nonostante il numero abbondante di sacrifici umani che erano compiuti sulle tombe dei re in alcune occasioni particolari. Il potere era esercitato secondo una razionalità accessibile ad una mentalità europea. Prova ne è il fatto che il Re di Francia e del Dahomey si scambiavano rappresentanze diplomatiche.

Giorno 5: COLLINA DEI FETICCI    Benin
Sosteremo presso il feticcio di Dankoli, importante luogo di culto vudù. La presenza di diversi bastoncini di legno ricorda l’innumerevole serie di preghiere che sono state rivolte al dio locale per soddisfare i bisogni della vita di tutti i giorni: un buon raccolto, un felice matrimonio, un parto senza problemi, una promozione scolastica…. Una volta esaudita la preghiera, il richiedente torna sul luogo del feticcio per sacrificare ciò che aveva promesso: un pollo, una mucca, una capra. Le tracce di sangue, vino e olio di palma che cospargono il feticcio provano che tante persone hanno visto la loro preghiera esaudirsi. Nel pomeriggio raggiungeremo gli antichi villaggi Taneka, situati alle pendici dei monti omonimi. Questi villaggi sono composti da capanne rotonde dai tetti conici e protetti al centro da vasi di terracotta. La parte superiore dei villaggi è abitata dai sacerdoti dei feticci, abbigliati con pelle di capra, e dai giovani iniziati. Pare che i primi abitanti, d’origine Kabyé, abbiano occupato la montagna nel IX secolo d.C. Da allora altre popolazioni si sono unite a loro formando una specie di melting-pot. Ogni gruppo ha conservato i propri culti ed i propri riti d’iniziazione, e nello stesso tempo hanno creato istituzioni politiche e religiose comuni. Mentre si cammina tra case a tetto conico capita d’incontrare giovani ed adulti semi nudi e con il capo rasato. Si preparano alle celebrazioni iniziatiche. I Taneka, considerano che per « fare » un uomo ci vuole tempo, pazienza, e tanto… sangue d’animali sacrificati. Insomma un processo lungo tutta un’esistenza, a tal punto che la vita stessa diventa un rito di passaggio.

Giorno 6: CASE-SCULTURE   Benin / Togo
Entriamo nella terra dei Somba e Tamberma che vivono in case fortificate. La forma è simile a quella dei castelli medievali e sono uno dei migliori esempi di architettura africana. Il loro stile impressionò l’architetto avanguardista Le Corbusier che descrisse l’architettura di queste case “architettura scultorea”. La case sono costruite a mano, strati di argilla, a cui si aggiungono palle di fango modellate in base alla forma della casa. Una sorta di gesto che unisce forza, cura e bellezza. Grandi altari di forma fallica posti all’entrata di ciascuna casa mostrano le credenze animiste degli abitanti. Con il permesso degli anziani entriamo nelle loro case per capire meglio il loro stile di vita. Queste abitazioni sono la rappresentazione della cosmogonia locale: il pianterreno, avvolto nell’oscurità, rappresenta la morte ed è il luogo degli antenati; il secondo piano, aperto al cielo, rappresenta la vita ed è il luogo dove le nonne tengono i neonati fino al momento in cui si scopre quale antenato si sia rincarnato nel corpo dell’infante. Solamente allora al bambino sarà permesso di scendere dalla terrazza. Tutto – famiglia, riserve di cibo e non- viene mantenuto all’ interno della casa fortificata per ragioni di sicurezza in caso di attacchi dai nemici. Per secoli queste popolazioni hanno cercato rifugio sulle montagne dell’ Atakora per fuggire ai mercanti di schiavi musulmani provenienti dal nord.
Confine con il Togo.

Giorno 7: DANZA DEL FUOCO   Togo
Mezza giornata dedicata a una camminata per scoprire i villaggi Kabye e Moba che vivono sulle montagne Defale.
Le abitazioni Kabye sono chiamate “Soukala” e sono composte da diverse capanne fortificate unite da un muro. Ogni nucleo famigliare patriarcale possiede un’abitazione. Nei villaggi collocati in cima alle montagne, le donne sono dedite alla ceramica utilizzando una tecninca ancestrale che non prevede l’utilizzo di ruote; gli uomini sono fabbri che lavorano il ferro con pesanti pietre, come si faceva nell’età del Ferro. Seguiremo il processo di creazioni di una zappa.
Nella serata, assisteremo alla danza del fuoco. Al centro del villaggio un gran fuoco illuminerà i presenti, che inizieranno le danze al ritmo incalzante dei tam-tam. Alcuni danzatori in stato di trance si lanceranno nelle braci, le prenderanno in mano, se ne cospargeranno il corpo, senza riportare alcuna ferita. Coraggio? Autosuggestione? Magia? difficile giustificare una tale performance. Chissà.. ? forse sono proprio i feticci che proteggono contro il fuoco… Bisognerebbe provare per credere e… credere per provare…

Giorno 8: FORESTA PLUVIALE    Togo
Trasferimento in direzione sud e sosta a Atakpame, una tipica cittadina africana costruita sulle colline, punto di convergenza dei prodotti provenienti dalla foresta limitrofa.
Lavorando abilmente su piccoli telai, gli uomini producono grandi tessuti dai colori vivaci: i kente
Da Atakpame ci spostiamo verso la foresta pluviale che circonda Kpalime, cittadina dal ricco passato coloniale che oggi è divenuta importante centro di commercio. Visiteremo il mercato e il centro artigianale.
Passeggiata alla scoperta della misteriosa foresta tropicale : la maestosità degli alberi, il suono dei tam-tam… inoltre con la guida di un entomologo locale impareremo a riconoscere farfalle ed insetti endemici.

Giorno 9: PERLINE DI VETRO   Togo / Ghana
Frontiera del Ghana. Ci spostiamo verso la Regione del Volta.
La regione Krobo è famosa per la produzione di perline. Alcune delle quali sono per l’appunto chiamate “krobo” ed occupano uno spazio importante nelle migliori collezioni del mondo.
I Krobo producono ed usano le loro perline per feste d’iniziazione, per culti, e per abbellimento estetico.
Visiteremo un atelier specializzato nella produzione artigianale di perline e seguiremo il processo di produzione !
Gli artigiani odierni seguono la stessa tecnica di produzione tradizionalmente usata da secoli. Frammenti di vecchi vetri vengono pestati e ridotti in sottilissima polvere, in seguito la stessa viene inserita in appositi stampi ricoperti di caolino. Le perle vengono poi cotte, decorate, lavate ed infine infiliate per farne delle collane!
Trasferimento a Koforidua.

Giorno 10: ASHANTI   Ghana
Kumasi capitale storica e spirituale dell’antico Regno Ashanti. Il popolo Ashanti fu uno dei regni più potenti dell’Africa fino alla fine del 19th sec., quando gli Inglesi decisero di annetterla alla loro colonia chiamata Gold Coast. Gli onori ancora oggi resi all’Asantehene (il Re) testimoniano del passato splendore e della potenza Ashanti . Oggi Kumasi, con circa 3 milioni di abitanti, è una spumeggiante città con un fantastico mercato centrale, uno dei più grandi d’Africa. Ogni tipo di prodotto artigianale Ashanti (pelletteria, ceramiche, tessuti kente & adinkra) si trova qui, insieme a quasi tutti i tipi di frutta tropicale e verdura.
In agenda avremo una visita al centro culturale Ashanti che possiede una ricca collezione di manufatti collocati all’interno della riproduzione di una casa Ashanti. Nel pomeriggio, se in svolgimento, potremo assistere ad un tradizionale funerale Ashanti, durante il quale i partecipanti in segno di lutto indossano incantevoli toghe rosse o nere. Si tratta di un funerale a tutti gli effetti, ma dall’atmosfera molto gioiosa. Il deceduto è considerato ancora presente e parte della famiglia. Amici e parenti insieme socializzano e onorano la sua memoria. I capi, all’ombra di grandi parasoli colorati, partecipano a queste celebrazioni circondati da tutta la corte, dai ritmi dei tamburi e dai ballerini che danzano con movenze ricche di gestualità e simbolismo.

Giorno 11: REAMI D’ORO  Ghana
In mattinata proseguiremo con la visita di Kumasi. Il Museo del Palazzo Reale ci aprirà le porte, con la sua collezione unica d’oggettistica ashanti. Nel pomeriggio ci dirigeremo verso la costa. .

Giorno 12: I FORTI DELLA TRATTA   Ghana
Iniziamo la giornata con la visita del castello di Elmina, la più antica costruzione europea a sud del Sahara.
Elmina: un nome legato alla storia dell’Africa, ma anche alla storia di tutta l’umanità. Nel 1482 Cristoforo Colombo e Bartolomeo Diaz approdarono qui con dodici caravelle per costruire un castello sotto l’autorità portoghese. I luoghi scelti erano legati anche alla possibilità di acquisto della polvere d’oro. Così ebbe inizio la storia d’Elmina: un castello, un porto, un villaggio, che oggi festeggiano il record di oltre cinque secoli di continui contatti e commerci tra africani ed europei. Il castello che si visita oggi è il risultato dei lavori realizzati da portoghesi, olandesi, inglesi e autorità locali. Nel corso della sua storia è stato utilizzato inizialmente come fattoria fortificata per rifornire di verdure, frutta e cibo fresco le navi che facevano rotta lungo la via delle Indie, e nello stesso tempo come base per l’acquisto della polvere d’oro, dell’avorio, e dei legnami pregiati. Nel 18° secolo il castello raggiunse la sua estensione attuale quando divenne uno dei principali centri di raccolta degli schiavi da inviare nelle Americhe. Oggi è riconosciuto “Patrimonio dell’Umanità” dall’UNESCO. La cittadella d’Elmina è un tipico porto di pesca con centinaia di grandi piroghe colorate che tutti i giorni affrontano l’oceano. I vicoli di quest’antico villaggio di pescatori ci faranno respirare un’atmosfera vivace ed unica. Le antiche costruzioni portoghesi, olandesi, inglesi, oggi abitate dai locali, si affiancano ai templi delle “Compagnie Asafo”, in cui i guerrieri offrono ancora sacrifici e libagioni.
Proseguimento verso Accra.
Opzionale: musica dal vivo in città

Giorno 13: METROPOLI AFRICANA   Ghana
Grande città africana, in rapida evoluzione, Accra ha saputo conservare un’identità che si riflette sia nei quartieri moderni, che in quelli più vecchi, dove si moltiplicano le attività tradizionali.
I verdeggianti quartieri amministrativi, composti da eleganti ville della prima metà del Novecento, ci ricordano che questa fu la più prosperosa delle colonie d’ Africa.
Di fronte all’oceano si organizza la vita dei quartieri autoctoni. James Town: un villaggio circondato da una città. Qui le attività economiche seguono criteri ben diversi da quelli che governano la city, distante solamente qualche centinaio di metri.
Oltre Osu, sede del palazzo presidenziale, si trova il quartiere dove abitano i fabbricanti di sarcofagi, dalle forme “fantasy”. Con estro, creano bare a forma di frutti, pesci, aerei, animali… Questi bizzarri manufatti oltre ad essere apprezzati localmente hanno fatto mostra di sè in prestigiose esposizioni internazionali.
In serata trasferimento in aeroporto.

Disponibilità molto limitata di camere twins (due letti separati). Verificare con TransAfrica al momento del booking

VISA: Ghana e Benin – entrata singola; Togo: a due entrate

VACCINAZIONI: Febbre gialla: obbligatoria; profilassi antimalarica: altamente consigliata

PASTI: pranzo- picnic o presso ristoranti locali (menu turistici); cene – ristorante degli hotel (menu turistici)

BAGAGLIO: vista la natura del viaggio raccomandiamo di contenere il peso a max 20 kg – consigliate borse non rigide

ASSICURAZIONE: obbligatoria per assistenza medica ed evacuazione in caso di emergenza
Consulta la nostra proposta assicurativa: https://transafrica.biz/en/travel-insurance-en/

MEZZI DI TRASPORTO: microbus o minibus

Tutti i nostri viaggi sono studiati tenendo conto di una certa flessibilità che permetterà l’adattamento alle condizioni atmosferiche e agli interessi del gruppo, traendo vantaggio dalle opportunità che di volta in volta si presenteranno in loco.

In considerazione della particolare natura del viaggio, alcune visite potrebbero essere modificate per cause di forza maggiore e la decisione è ad insindacabile giudizio della guida. I costi derivanti da tali variazioni saranno a carico dei partecipanti. Ovviamente è responsabilità della guida fare sempre del suo meglio affinchè il programma aderisca all’originale.

Durante i valichi di frontiera potrebbero verificarsi dei ritardi, sarà necessario munirsi di pazienza durante l’espletamento delle formalità doganali.

I prezzi potrebbero variare in caso di aumento dei costi dei servizi , indipendenti dalla volontà dell’organizzatore.

Incluso:

  • Assistenza all’aeroporto di arrivo (giorno 1 dell’itinerario) e partenza (giorno 13 dell’itinerario)
  • Trasferimenti e visite in minibus/microbus
  • Guida locale – assistito da uno stregone locale parlante francese durante i giorni di cerimonie Vudù
  • Tour e visite come da programma
  • Pass per festival
  • Pernottamenti in camere standard come da itinerario
  • Tutti i pasti come descritto
  • Acqua minerale durante le visite
  • Ingressi ai parchi, concessioni, aree protette e siti di interesse culturale
  • Kit di pronto soccorso
  • Tutte le tasse

 

 

Non incluso:

  • Voli internazionali
  • Transfer per/ aeroporto prima del giorno 1 e/o dopo il giorno 13)
  • Visa ed eventuali tasse aeroportuali
  • Pasti  e/o escursioni turistiche diverse da quanto specificato nel programma
  • Acqua minerale e/o altre bevande durante i pasti.
  • Facchinaggio
  • Spese personali per foto e video
  • Assicurazione  (obbligatoria)
  • Mance per autisti, guide, cuochi e staff hotel
  • Qualsiasi spesa di natura personale quali telefonate, lavanderia etc.
  • Tutto ciò non menzionato nel programma

 

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