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FESTIVAL E TRADIZIONI, 14 giorni: Ghana, Togo e Benin

FESTIVAL E TRADIZIONI, 14 giorni: Ghana, Togo e Benin

Giorni:
14
Tipo di viaggio:
Scoperta
Gruppo Internazionale
Gruppo:
Da 2 a 16 Partecipanti
PREZZI per persona:
- GRUPPO DI 6 O PIU' PARTECIPANTI: 3270 €
- Gruppo di 2/5 partecipanti: 3879 €
- Supplemento camera singola: 580 €
GUIDA: parlante Italiano, Inglese, Francese
Acconto al momento della prenotazione:

1.164,00

L'acconto è inteso come 30% del totale. Per maggiori informazioni, puoi visionare la nostra informativa.

GHANA, TOGO & BENIN
La nostra fantastica odissea culturale ci condurrà nei luoghi più remoti di Ghana, Togo e Benin alla scoperta di un mondo tribale ancora oggi guidato dagli spiriti degli antenati.
Lungo la costa, nel cuore della pratica vudù, incontreremo i sacerdoti del culto, assisteremo a danze che culminano nella trance e saremo testimoni della grande influenza che gli spiriti vudù esercitano sui loro adepti…

PARTENZE:

26 Gennaio 2023

9 Marzo 2023

20 Aprile 2023

23 Luglio 2023

16 Novembre 2023

26 Dicembre 2023

PREZZO DA: 3270 €

Sconto:
Data Partenza:
  • 26 Gennaio 2023 - 8 Febbraio 2023
  • 9 Marzo 2023 - 22 Marzo 2023
  • 20 Aprile 2023 - 3 Maggio 2023
  • 23 Luglio 2023 - 5 Agosto 2023
  • 16 Novembre 2023 - 29 Novembre 2023
  • 26 Dicembre 2023 - 8 Gennaio 2024
Totale: 1164

Offerta Speciale

Descrizione

GHANA, TOGO & BENIN

La nostra fantastica odissea culturale ci condurrà nei luoghi più remoti di Ghana, Togo e Benin alla scoperta di un mondo tribale ancora oggi guidato dagli spiriti degli antenati.
Lungo la costa, nel cuore della pratica vudù, incontreremo i sacerdoti del culto, assisteremo a danze che culminano nella trance e saremo testimoni della grande influenza che gli spiriti vudù esercitano sui loro adepti.
Dirigendoci verso l’interno incontreremo l’etnia Taneka e Tamberma e le loro splendide dimore fortificate, poi un intrigante villaggio di streghe.
Proseguiremo entrando a Kumasi nel Regno d’oro degli Ashanti.
Al termine del nostro viaggio esploreremo la famosa Costa degli Schiavi con i suoi Forti, testimonianza della Tratta degli Schiavi.
Sicuramente uno dei più emozionanti e spettacolari viaggi in Africa Occidentale.
Perfetto per tutti i viaggiatori che vorrebbero conoscere questa bella regione… and love Africa!

Evento speciale:

Akwasidae Festival (Ghana) Nel calendario Ashanti, ogni anno alcuni giorni sono riservati ad una particolare celebrazione presso il Palazzo Reale.
Durante la cerimonia il re siede sotto un grande e variopinto parasole, indossa tessuti vivaci oltre ad antichi gioielli d’oro massiccio (i gioielli e le maschere in oro ashanti fanno parte dei capolavori dell’arte africana). Davanti al monarca si apre uno stretto corridoio formato da portatori di spade e custodi dei coltelli rituali, guardiani armati di fucili ad avancarica, dignitari con ventagli di piume di struzzo. Ai lati del re siedono gli anziani e i consiglieri sotto l’autorità del “portaparola”, il linguista regale, che tiene in mano i simboli del potere ricoperti d’oro. Mentre i cortigiani offrono i propri doni, i griots (cantastorie) recitano la storia dinastica dei re Ashanti. Suonatori di tamburi e di trombe d’avorio scandiscono il ritmo della celebrazione. Danzatrici corpulente, avvolte in tessuti rosso sgargiante, eseguono danze tradizionali caratterizzate da un’alternanza di movimenti delicati e di spostamenti rapidi da una parte all’altra della scena. La regina madre si unisce alla festa accompagnata dalla sua corte, tutta composta da donne. Questa cerimonia tradizionale si svolge in uno degli ultimi regni africani ad aver conservato gli antichi rituali. Vivremo l’atmosfera, il sapore, lo splendore dei grandi monarchi delle foreste.

Machere Egun (Benin) Le maschere Egun rappresentano gli spiriti dei defunti e di fatto, secondo la popolazione locale, “sono” i defunti.
Le maschere Egun arrivano dalla casa delle maschere indossando costumi colorati e brillanti, e sfilano nelle vie del villaggio lanciandosi repentinamente all’inseguimento dei curiosi e incauti spettatori che troppo si avvicinano quasi a sfidare le maschere.
I partecipanti non devono farsi toccare da Egun: proveniente dall’aldilà potrebbe condurli con sé. Quando la maschera irrompe sulla scena, si assiste a una specie di corrida. In alcuni casi coloro che sono raggiunti dalle maschere cadono in uno stato di catalessi e sono portati subito nella casa delle maschere per un trattamento segreto che li farà ritornare nel mondo dei vivi.

Oltre ad uno di questi eventi, i partecipanti assisteranno sempre a:
– un’interessante cerimonia vudù
– una spettacolare danza del fuoco
– un “funerale Ashanti” che consacra il ritorno dello spirito alla dimora degli antenati

GIORNO 1: LOME, Golfo di Guinea – TOGO
Arrivo individuale a Lome e trasferimento in hotel.

GIORNO 2: IL VUDU’, da Lome ad Agbodrafo (100 km – tempo di trasferimento3 h) – TOGO
Lomé, vibrante capitale del Togo, è l’unica città africana ad aver subito consecutivamente le influenze coloniali tedesche, inglesi e francesi ed aver attirato un’importante comunità di commercianti provenienti da diversi paesi africani e dal Brasile; nonché una delle poche capitali al mondo situata al confine con un’altra nazione. Questi elementi hanno concorso allo sviluppo di un’identità unica che si riflette nello stile di vita e nell’architettura della città.  Lome è il punto di incrocio di persone, culture e commerci che la rende una città cosmopolita dalle dimensioni umane. Prestiamo particolare attenzione a: il mercato centrale con le “Nana Benz”, donne mercanti che hanno concentrato nelle loro mani il redditizio commercio dei costosi “pagne” (=tessuti) che arrivano dall’Europa e che vengono venduti in tutta l’Africa Occidentale (parte della struttura è stata distrutta in un incendio); gli edifici coloniali del quartiere amministrativo dove ancora aleggia il sapore del tempo che fu; il mercato dei feticci, dove è venduto un enorme ed eclettico assortimento di tutto il necessario per pozioni d’amore oltre ad intrugli magici per gli usi più disparati.
Ci dirigiamo verso un villaggio sperduto tra le alte erbe della savana dove almeno tre generazioni di adepti celebrano cerimonie Vudù. Al ritmo sempre più ipnotico dei tam-tam e al suono di canti incantatori, alcuni danzatori cadranno in profonda trance: occhi riversi, smorfie, tensione muscolare, insensibilità al dolore o al fuoco. Sakpata, Heviosso, Mami Water e altre divinità Vudù prendono possesso del corpo dei loro adepti per manifestare la propria presenza. In questo luogo, circondati dall’atmosfera magica delle cerimonie Vudù, finalmente abbiamo la possibilità di comprendere cosa intende la gente del posto quando dice: “Nelle vostre Chiese preghi Dio; nel nostro santuario Voodoo diventiamo Dei!”.

GIORNO 3: LA CITTA’ “BRASILIANA”, da Agbodrafo a Ouidah (70 km – tempo di trasferimento 2 h) – TOGO & BENIN
Partiamo alla volta della frontiera del Benin (Hilla Kodji/Save Kodji). Raggiungiamo Ouidah che fu conquistata dall’esercito del Dahomey nel XVIII sec. e trasformata in un terminal per il commercio degli schiavi. Oggi Ouidah mostra un’architettura afro-portoghese, oltre alla bizzarria di avere il tempio del Pitone e la cattedrale cattolica esattamente uno di fronte all’altro. L’atteggiamento rilassato degli abitanti, il suono delle onde che giunge dalla spiaggia, il ritmo dei tamburi creano un’atmosfera fuori dal tempo, molto ben descritta da Bruce Chatwin nel suo romanzo “il Vice re di Ouidah”. Passeggiando lungo le strade, visitiamo l tempio del Pitone e il Forte Portoghese divenuto museo (in restauro) e terminiamo la visita della città percorrendo “la via degli schiavi” fino alla spiaggia dove gli schiavi venivano imbarcati per il “Nuovo Mondo”.

GIORNO 4: IL PALAZZO REALE, da Ouidah a Dassa (250 km – tempo di trasferimento 5 h) – BENIN
Vicino alla costa oceanica si estende una regione lacustre che accoglie Ganvie, bellissimo ed esteso villaggio su palafitte. Una grande piroga ci condurrà attraversando il Lago Nokwe. Gli abitanti dell’etnia Tofinou costruiscono le loro capanne su pali di teck e ricoprono i tetti delle abitazioni con una spessa coltre di paglia. La pesca è l’attività principale di questa popolazione il cui isolamento ha permesso di conservare le abitudini e le regole del tempo che fu. Sulle piroghe, che uomini, donne e bambini conducono con facilità con l’aiuto di lunghe pertiche, si scandisce la vita quotidiana. È sulla piroga che si va a pesca, ci si sposta, si canta accompagnando il ritmo delle pertiche, sulle piroghe le donne mettono in mostra le merci da vendere al mercato e i bimbi vanno a giocare e a scuola.
In seguito, raggiungiamo Abomey, dove visitiamo il Palazzo Reale, i cui muri sono decorati con i simboli degli antichi re del Dahomey. Il palazzo è ora un museo segnalato dall’Unesco come patrimonio dell’umanità e conserva tra l’altro le spoglie mortali dei re, i troni, gli antichi altari del culto, le statue e le armi. Sarà l’occasione per conoscere questo regno, la cui economia era basata sulla tratta degli schiavi. Infatti, il permanente stato di guerra permetteva al Re di catturare migliaia di prigionieri che venivano poi venduti come schiavi. Al centro della corte reale si erge un tempio costruito utilizzando una mistura di argilla e sangue umano. Al culmine della loro potenza, l’harem ospitò fino a 4000 donne. Passeggiando tra gli edifici, il visitatore ha modo di riconoscere il passato splendore della corte che sfidò con orgoglio i potenti eserciti occidentali che arrivavano per colonizzare il continente africano
Se previste: Maschere Egun

GIORNO 5: LA COLLINA DEI FETICCI, da Dassa a Natitingou (350 km – tempo di trasferimento 8 h) – BENIN
Ci fermiamo presso il feticcio di Dankoli, importante luogo di culto vudù. La presenza di diversi bastoncini di legno ricorda l’innumerevole serie di preghiere che sono state rivolte al dio locale per soddisfare i bisogni della vita di tutti i giorni: un buon raccolto, un felice matrimonio, un parto senza problemi, una promozione scolastica…. Una volta esaudita la preghiera, il richiedente torna sul luogo del feticcio per sacrificare ciò che aveva promesso: un pollo, una mucca, una capra. Le tracce di sangue, vino di palma e olio di palma che cospargono il feticcio provano che tante persone hanno visto la loro preghiera esaudirsi. Nel pomeriggio raggiungiamo gli antichi villaggi Taneka, situati alle pendici dei monti omonimi. Questi villaggi sono composti da capanne rotonde dai tetti conici e protetti al centro da vasi di terracotta. La parte superiore dei villaggi è abitata dai sacerdoti dei feticci, abbigliati con pelle di capra, e dai giovani iniziati. Pare che i primi abitanti, d’origine Kabyé, abbiano occupato la montagna nel IX secolo d.C. Da allora altre popolazioni si sono unite a loro formando una specie di melting-pot. Ogni gruppo ha conservato i propri culti ed i propri riti d’iniziazione, e nello stesso tempo sono state create istituzioni politiche e religiose comuni. Mentre si cammina tra case a tetto conico, su viuzze delimitate da pietre lisce, capita d’incontrare giovani e adulti con il capo rasato, semi nudi. Si preparano alle celebrazioni iniziatiche. I Taneka, considerano che per «fare» un uomo ci vuole tempo, pazienza, e tanto… sangue d’animali sacrificati. Insomma, un processo lungo tutta un’esistenza, a tal punto che la vita stessa diventa un rito di passaggio.

GIORNO 6: I CASTELLI DI ARGILLA, da Natitingou a Defale (100 km – tempo di trasferimento 3 h) – BENIN & TOGO
Oggi entriamo nella terra dei Somba e Tamberma. In questo paesaggio di dolci colline e altipiani incontriamo i Tamberma e i Somba che vivono in abitazioni fortificate. Simili nella forma ai nostri castelli medievali, queste abitazioni rappresentano uno dei più begli esempi di antica architettura africana.  Il loro stile impressionò Le Corbusier, che le definì “architettura scultorea”. In effetti le case sono costruite a mano, strato su strato, aggiungendo palle di fango che sono poi modellate sul disegno della casa in una sorta di sensuale gesto che unisce forza, accuratezza ed estetica.
L’attaccamento alle loro tradizioni è dimostrato dalla presenza di grandi santuari di forma fallica posti all’entrata delle case. Con il premesso accordatoci dagli abitanti entriamo nelle case per meglio comprenderne lo stile di vita.   In realtà le abitazioni sono una proiezione antropologica e cosmologica: il primo piano avvolto nell’oscurità rappresenta la morte ed è il luogo degli antenati, il secondo piano aperto al cielo rappresenta la vita ed è il luogo dove le nonne accudiscono i piccoli, fino a quando è individuato quale antenato è ritornato a vivere nel nuovo nato. Tutto il cibo e gli animali vengono custoditi all’interno delle case, in modo da garantire la sopravvivenza del gruppo famigliare in caso di attacco nemico.  Per secoli queste popolazioni hanno sfruttato il difficile accesso ai loro territori offerto dalla catena dei monti Atakora per difendersi dalla schiavitù praticata dai mercanti musulmani del Nord dell’Africa. L’area è stata dichiarata patrimonio dell’umanità dall’UNESCO.
Successivamente raggiungiamo la frontiera del Togo (Bokoumbe/Nadoba).

GIORNO 7: LA DANZA DEL FUOCO, da Defale a Sokode (100 km – tempo di trasferimento 3 h) – TOGO
Oggi incontriamo la popolazione Kabye: in alcuni villaggi, in cima alle colline, le donne plasmano vasi di argilla e gli uomini lavorano il ferro dandogli forma con il fuoco e pesanti pietre.
In serata, assistiamo alla danza del fuoco: al centro del villaggio un grande fuoco illumina i volti dei partecipanti che danzano al ritmo ipnotico dei tamburi prima di tuffarsi nelle braci ardenti. Raccolgono tizzoni incandescenti e li passano più volte sul corpo oltre che portarli alla bocca, quasi li dovessero ingoiare. Nessuna ferita e nessun segno di dolore compare sui volti dei danzatori. Si tratta di coraggio? Auto-suggestione? Magia? Difficile spiegare una tale performance.
Forse sono davvero i loro feticci che li proteggono dal fuoco.

GIORNO 8: LE STREGHE, da Kara a Tamale – TOGO & GHANA
Una pista ci conduce al confine con il Ghana e quindi in una regione raramente visitata dove vivono i Dagomba, che costruiscono rotonde capanne in argilla con il tetto di paglia. La casa del capo villaggio è caratterizzata, all’ingresso del recinto, da una grande capanna con un palo centrale a sostegno del tetto, E’ qui che si tiene il consiglio degli anziani.
Sostiamo in un villaggio Konkomba, abitato da… streghe. In un contesto di architettura tradizionale veniamo accolti cordialmente da donne sulle quali pesa l’accusa di essere delle streghe. Considerate come responsabili di fatti gravi quali la morte di un giovane, una malattia improvvisa, un raccolto mal riuscito… queste donne sono esiliate in appositi villaggi, dove la presenza di un feticcio speciale è in grado di “controllarle”. La loro accoglienza gentile e sorridente fa da contrasto con le storie gravi che giustificano il loro esilio. Un’architettura tradizionale semplice, riadattata alle esigenze di una comunità speciale fa da cornice ad un villaggio esteso e pulito.

GIORNO 9: LE SCIMMIE SACRE, da Tamale a Techiman – GHANA
Ci trasferiamo al sud e ci fermiamo a visitare gli accampamenti Fulani.
Nella regione Brong Afo lasciamo la strada principale per seguire la pista che ci condurrà alla foresta sacra.  La popolazione locale considera le scimmie Monas e Colobus quali loro totem. Il risultato è che qui abbiamo la più grande comunità al mondo delle suddette specie.
Camminando nella foresta accanto ad alberi giganti ed immersi nella luce smeraldina, l’incontro con le scimmie non sarà raro.

GIORNO 10: GLI ASHANTI, da Techiman a Kumasi (150 km – tempo di trasferimento 4 h) – GHANA
Raggiungiamo Kumasi, capitale storica e spirituale dell’antico Regno Ashanti. Quello degli Ashanti fu uno dei regni più potenti dell’Africa fino alla fine del XIX sec., quando gli Inglesi decisero di annetterlo alla loro colonia chiamata Gold Coast. Gli onori ancora oggi resi all’Asantehene (il Re) testimoniano del passato splendore e della potenza Ashanti. Oggi Kumasi, con più di tre milioni di abitanti, è una città spumeggiante con un fantastico mercato centrale, uno dei più grandi d’Africa. Ogni tipo di manufatto Ashanti (pelletteria, ceramiche, tessuti kente ed adinkra) si trova qui, insieme a quasi tutti i tipi di frutta tropicale e verdura.
Qui visitiamo il centro culturale Ashanti che vanta una ricca collezione di manufatti collocati all’interno della riproduzione di una casa Ashanti.
Nel pomeriggio, se in svolgimento, assistiamo ai “funerali ashanti”, che in realtà sono una celebrazione festosa, un rituale celebrato mesi o anni dopo il decesso per permettere allo spirito del defunto di guadagnare lo status di antenato e divenire protettore di tutto il clan. I partecipanti indossano tessuti rossi e neri. I capi, all’ombra di grandi parasole colorati, partecipano alle celebrazioni circondati da tutta la loro corte. Anche noi, seguendo il protocollo tradizionale, veniamo accettati alla cerimonia per assistere alle danze tradizionali che celebrano le gesta degli antenati ed hanno una marcata simbologia erotica.

GIORNO 11: I REGNI DELL’ORO, Kumasi  – GHANA
La domenica mattina Kumasi si risveglia lentamente. Le sue vie, non troppo trafficate, si concedono allo sguardo del viaggiatore, curioso di cogliere da vicino qualche dettaglio che rende la città speciale: le costruzioni coloniali intorno al mercato, le insegne pubblicitarie dipinte a mano con uno stile originale che qualcuno non esita ad accostare all’Urban Art, i fedeli che si recano in Chiesa indossando l’abito della domenica perfettamente alla moda perché perfettamente fuori moda. La visita della città sarà riempita dall’attenzione dedicata a questi dettagli e ad altri ancora. In mattinata terminiamo il giro di Kumasi visitando il Museo del Palazzo Reale con la sua collezione unica di gioielli in oro indossati dalla corte Ashanti. Nel pomeriggio visitiamo alcuni villaggi Ashanti per scoprire abiti ed intagli tradizionali.
Se le date coincidono, partecipiamo al grande festival  Akwasidae (in questo caso il programma della giornata potrebbe subire variazioni).

GIORNO 12: I CASTELLI DELLA TRATTA, da Kumasi ad Anomabu (250 km – tempo di trasferimento 4 h) – GHANA
Torniamo verso la costa e visitiamo di Cape Coast, in particolare il suo castello, costruito dagli Svedesi nel 1653. Dal 1657 al 1664 cambiò mano molte volte. Fu conquistato da Danesi, Olandesi, una tribù locale ed infine dai Britannici, che ne fecero il loro quartiere generale fino alla fine del XIX secolo. Riconosciuto dall’Unesco come patrimonio dell’umanità, accoglie ora un interessante museo sulla tratta degli schiavi. Da qui, infatti, partirono migliaia di prigionieri, rivenduti come schiavi ed utilizzati nelle piantagioni americane.
La cittadina, prima capitale della colonia britannica, conserva le tracce del passato coloniale. Sulle spiagge circostanti i pescatori perpetuano tecniche di pesca ancestrali, sfidando le furie dell’oceano per strapparvi abbondanti raccolte di pesce.

GIORNO 13: ELMINA, Anomabu– GHANA
Pochi chilometri a nord della costa, in mezzo ad una foresta pluviale, scopriamo il Parco Nazionale Kakum. Qui un ponte di corde assicurato a dei cavi in acciaio (canopy), risulta essere il ponte più lungo e più alto di questo genere in tutto il mondo. Da un’altezza di 30 – 40 metri si può avere una vista del tutto originale sulla foresta. Invece di mostrare i loro tronchi, gli alberi offrono allo sguardo le loro sommità slanciate alla ricerca di cielo e di sole.
Successivamente raggiungiamo il castello di Elmina,  la più antica costruzione europea a sud del Sahara, eretta dai portoghesi nel XV secolo,.
Elmina è un nome legato alla storia dell’Africa, ma anche alla storia di tutta l’umanità. Nel 1482 Cristoforo Colombo e Bartolomeo Diaz approdarono qui con dodici caravelle per costruire un castello sotto l’autorità portoghese. I luoghi scelti erano legati anche alla possibilità di acquisto della polvere d’oro. Così ebbe inizio la storia d’Elmina: un castello, un porto, un villaggio, che oggi festeggiano il record di oltre cinque secoli di continui contatti e commerci tra africani ed europei. Il castello che si visita oggi è il risultato dei lavori realizzati da portoghesi, olandesi, inglesi e autorità locali. Nel corso della sua storia è stato utilizzato inizialmente come fattoria fortificata per rifornire di verdure, frutta e cibo fresco le navi che facevano rotta lungo la via delle Indie. In tempi diversi il castello è stato utilizzato come magazzino per il commercio di oro, avorio e schiavi. Nel XVIII secolo il castello raggiunse la sua estensione attuale quando divenne uno dei principali centri di raccolta degli schiavi da inviare nelle Americhe. Oggi è riconosciuto “Patrimonio dell’Umanità” dall’UNESCO.
La cittadella d’Elmina è un tipico porto di pesca con centinaia di grandi piroghe colorate che tutti i giorni affrontano l’oceano. I vicoli di quest’antico villaggio di pescatori ci faranno respirare un’atmosfera vivace ed unica. Le antiche costruzioni portoghesi, olandesi, inglesi, oggi abitate dai locali, si affiancano ai templi delle “Compagnie Asafo”, in cui i guerrieri offrono ancora sacrifici e libagioni.

GIORNO 14: LA METROPOLI, da Anomabu ad Accra (180 km – tempo di trasferimento 3 h) – GHANA
Ci dirigiamo ad Accra. Grande città africana, in rapida evoluzione, Accra ha saputo conservare un’identità che si riflette sia nei quartieri moderni, che in quelli più vecchi, dove si moltiplicano le attività tradizionali. I verdeggianti quartieri amministrativi, composti da eleganti ville della prima metà del Novecento, ci ricordano che questa fu la più prosperosa delle colonie d’ Africa.
Visitiamo il quartiere di James Town, abitato da popolazioni Ga. Di fronte all’oceano è dove si svolge la vita dai Ga. James Town: è un villaggio circondato da una città. Qui le attività economiche seguono criteri ben diversi da quelli che governano la city, distante solamente qualche centinaio di metri.
Oltre Osu, che era sede del palazzo presidenziale, si trova il quartiere dove abitano i fabbricanti di sarcofagi, dalle forme fantasiose. Con estro, vengono realizzate bare a forma di frutti, pesci, aerei, animali… Questi bizzarri manufatti oltre ad essere apprezzati localmente hanno fatto mostra di sé in prestigiose esposizioni internazionali.
In serata ci trasferiamo in aeroporto per il vostro volo di rientro.

 Disponibilità molto limitata di camere twins (due letti separati). Verificare con TransAfrica al momento della prenotazione

  • VISA: Togo – visto a due entrate; Ghana & Benin – visto a entrata singola.
  • VACCINAZIONI: Febbre gialla – obbligatoria; profilassi antimalarica – altamente raccomandata.
  • PASTI: pranzi: picnic oppure nei ristoranti (menu turistici); cene nei ristoranti degli hotel (menu turistici)
  • BAGAGLIO: si raccomanda di contenere il peso a max. 20 kg, preferibili sacche da viaggio non rigide
  • ASSICURAZIONE: obbligatoria per assistenza medica, eventuale rimpatrio e danni materiali o fisici derivanti dal viaggio.
  • MEZZI DI TRASPORTO: microbus o minibus
  • TEMPI DI PERCORRENZA: il tempo stimato si riferisce alle ore di guida, sono escluse le soste per le visite.
  • Tutte le nostre escursioni sono progettate in modo da essere abbastanza flessibili per potersi adeguare alle condizioni del tempo e approfittare delle opportunità che possiamo incontrare lungo il percorso.
  • Considerando la natura del viaggio, alcune parti potrebbero essere modificate per cause imprevedibili e sulla base di decisioni dello staff locale. Spese dovute a tali variazioni saranno a carico del partecipante. Naturalmente la guida farà il possibile per attenersi al programma originale.
  • Ci sono frontiere da attraversare; sono possibili dei ritardi, ci i appelliamo alla pazienza dei viaggiatori.
  • I prezzi potrebbero variare in caso di aumento dei costi dei servizi, indipendenti dalla volontà dell’organizzatore.

Incluso:

  • Assistenza all’aeroporto di arrivo (giorno 1) e partenza (giorno 14)
  • Trasferimenti e visite in minibus/microbus
  • Guide locali (parlanti italiano, a partire da due viaggiatori italiani, se disponibile)
  • Tour e visite come da programma
  • Pernottamenti in camere standard, come da itinerario
  • Tutti i pasti B = prima colazione L= pranzo – D = cena
  • Acqua minerale durante le visite
  • Ingressi ai parchi, concessioni, aree protette e siti di interesse culturale
  • Kit di pronto soccorso
  • Tutte le tasse

 

Non incluso:

  • Voli internazionali
  • Trasferimenti pre-tour e/o post tour da e per aeroporto
  • Visa ed eventuali tasse aeroportuali
  • Pasti e/o escursioni turistiche diverse da quanto specificato nel programma
  • Acqua minerale ai pasti e tutte le bevande
  • Facchinaggio
  • Spese personali per foto e video
  • Assicurazione (obbligatoria)
  • Mance per autisti, guide, cuochi e staff hotel
  • Spese di consegna bagagli persi
  • Qualsiasi spesa di natura personale quali telefonate, lavanderia etc.
  • Tutto ciò non menzionato nel programma

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