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NELLA TERRA DELLA MAGIA, 11 giorni: Togo e Benin

NELLA TERRA DELLA MAGIA, 11 giorni: Togo e Benin

Giorni:
11
Tipo di viaggio:
Scoperta
Gruppo Internazionale
Gruppo:
Da 2 a 16 Partecipanti
PREZZO per persona:
- GRUPPO DI 6 O PIU' PARTECIPANTI: 2389 €
- Gruppo di 4/5 partecipanti: 2809 €
- Gruppo di 3 partecipanti: 3263 €
- Gruppo di 2 partecipanti: 4174 €
- Supplemento camera singola: 459 €
GUIDA: parlante italiano, inglese, francese
Acconto al momento della prenotazione:

1.223,00

L'acconto è inteso come 30% del totale. Per maggiori informazioni, puoi visionare la nostra informativa.

TOGO E BENIN

Un viaggio in due Paesi situati lungo la costa del Golfo di Guinea.
In Togo e Benin, scoprirete villaggi tribali e stili di vita legati a forti tradizioni culturali.
L’itinerario vi porterà da Lomé alle montagne dell’Atakora.

PARTENZE:

20 Gennaio 2023

3 Marzo 2023

25 Agosto 2023

10 Novembre 2023

PREZZO DA: 2389 €

Sconto:
Data Partenza:
  • 20 Gennaio 2023 - 30 Gennaio 2023
  • 3 Marzo 2023 - 13 Marzo 2023
  • 25 Agosto 2023 - 4 Settembre 2023
  • 10 Novembre 2023 - 20 Novembre 2023
Totale: 1223

Offerta Speciale

Descrizione

TOGO E BENIN

Un viaggio in due Paesi situati lungo la costa del Golfo di Guinea.
In Togo e Benin, scoprirete villaggi tribali e stili di vita legati a forti tradizioni culturali.
L’itinerario vi porterà da Lomé alle montagne dell’Atakora.
Scoprirete le popolazioni Tamberma e Somba, che costruiscono castelli in argilla, vere opere d’arte.
Imparerete la loro struttura sociale attraverso l’osservazione dell’organizzazione delle loro case.
Incontrerete i Taneka che vivono seguendo severe regole iniziatiche. La vita degli uomini è caratterizzata da una lunga iniziazione che dura più di 40 anni.
Dall’Atakora si ritorna sulla costa: la culla del vudù. Questa diffusa religione vi sorprenderà.
Incontrerete feticheur, guaritori e oracoli. Sarete testimoni della profonda trance che prende gli adepti quando, durante le cerimonie vudù, “diventando dei”.
Conoscerete il mondo delle maschere, ammirandone le loro caratteristiche artistiche.

GIORNO 1, Venerdì: Lomé, Gulfo di Guinea – TOGO  
Arrivo a Lomé e trasferimento all’hotel

GIORNO 2, Sabato: LomeTOGO  
Il nostro viaggio inizia con la visita di Lome, vibrante capitale del Togo, l’unica città africana ad aver subito consecutivamente le influenze coloniali tedesche, inglesi e francesi, nonché una delle poche capitali al mondo situata al confine con un’altra nazione. Questa storia di influenze variegate ha creato un’identità unica che si riflette nello stile di vita e nell’architettura della città.  Lome è il punto di incrocio di persone, culture e commerci che la rende città cosmopolita dalle dimensioni umane. Scopriremo: il mercato centrale con le “Nana Benz”, donne mercanti che hanno concentrato nelle loro mani il  commercio dei “pagne” (tessuti  che sono venduti in tutta l’Africa Occidentale); gli  edifici coloniali del  quartiere amministrativo; il mercato dei  feticci più grande d’Africa con  un  eclettico assortimento di  amuleti , crani di animali, conchiglie, antiche pietre-moneta, teste di serpente, statuette propiziatorie e tutte le più svariate componenti necessarie alla realizzazione di pozioni magiche e feticci.
La sera, corso di cucina: sentitevi liberi di partecipare a un corso di “cucina la tua cena” presso la cucina di uno chef professionale. Scoprirete le proprietà e i sapori dei prodotti locali uniti ad altri ingredienti e tecniche di cucina importate. Se invece preferite riposarvi nella vostra camera d’hotel, potrete incontrare il gruppo alla fine del corso e cenare insieme.
Il sabato sera molti locali offrono musica dal vivo: reggae, afro-jazz…seguite la vostra guida per scoprire la vibrante: Lome by night!

GIORNO 3, Domenica: Foresta tropicale, da Lome a Kpalime – TOGO 
Partenza per Kpalime, una cittadina con un ricco passato coloniale che è ora un importante centro di commerci. Visita al centro artigianale.
Nel pomeriggio, camminata nella foresta alla scoperta del suo mondo: la maestosità degli alberi, la calorosa e allegra accoglienza dei suoi abitanti, i suoni dei tam-tam, la luce verde smeraldo che filtra dai rami. Sotto la guida di un entomologo locale impareremo a conoscere le farfalle e gli insetti e verremo iniziati all’arte della pittura utilizzando i colori naturali.

GIORNO 4, Lunedi: Danza del fuoco, da Kpalime a Sokodé – TOGO 
Trasferimento in direzione nord e sosta ad Atakpame, una tipica cittadina africana costruita sulle colline, punto di convergenza dei prodotti provenienti dalla foresta limitrofa.
Risalente al XIX secolo, si trova lungo la ferrovia principale che collega Lomé a Blitta. È al centro di un’importante area di coltivazione del cotone, ed è qui che gli uomini della regione, attraverso il loro lavoro qualificato su piccoli telai di tessitura, realizzano il tessuto dai colori vivaci chiamato “Kente”.
Proseguiamo visitando qualche villaggio. Queste popolazioni, originariamente provenienti dal Nord del Paese, hanno mantenuto intatte le tradizioni che li legano alla terra degli antenati.
Sosta in mercati locali che si svolgono una volta alla settimana.
Arrivo a Sokodé nel tardo pomeriggio.
In serata assisteremo alla danza del fuoco. Nel cuore del villaggio un grande fuoco illumina i volti dei danzatori che cominciano a muoversi al ritmo incessante dei tamburi. I danzatori in uno stato di trance si gettano nelle braci, le raccolgono con le loro stesse mani e le portano alla bocca; alcune volte le fanno scorrere lungo tutto il corpo senza che esse lascino alcuna ferita e senza mostrare segni di dolore. Possiamo chiamarla prova di coraggio? Autosuggestione? Magia?… E’ difficile spiegare una tale performance.

GIORNO 5, Martedì: Capi tradizionali, da Sokodé a Kara – TOGO
A Ovest visitiamo la regione abitata dai Bassar che vivono in capanne di argilla con tetti conici e conservano la produzione di ferro: una combinazione di geologia e alchimia.
Le donne anziane sono le uniche a poter salire sulle montagne circostanti i villaggi per recuperare le pietre contenti il ferro e gli uomini non possono essere sessualmente attivi durante il processo di fusione se vogliono che il processo sia un successo.
Incontro con capi tradizionali: parleremo con loro del ruolo del capo tradizionale in uno stato che si vuole moderno.

GIORNO 6, Mercoledì: Castelli d’argilla, da Kara a Natitingou – TOGOBENIN
Una strada che attraversa regioni collinari ci porterà a incontrare il gruppo etnico Kabye. Le abitazioni Kabye chiamate «Soukala» sono composte da diverse capanne di adobe unite da un muro: ogni abitazione è dimora di una famiglia patriarcale. Nei villaggi posti in cima alle montagne, le donne producono vasellame con una tecnica ancestrale senza tornio, mentre gli uomini sono fabbri che lavorano ancora il ferro con pietre pesanti al posto di martelli e incudine, come all’inizio dell’età del ferro. Seguiamo il processo di modellatura di una zappa.
All’altezza di Kante, una pista attraverso la catena collinare dell’Atakora ci condurrà all’incontro dei Tamberma, i quali trovarono rifugio in questi luoghi dall’accesso difficile. Questo permise loro di sfuggire a tutti gli influssi esterni e principalmente alla tratta negriera verso il nord Africa islamizzato. Secondo gli studiosi, le loro origini li accomunano ai Dogon del Mali: con loro condividono una fedeltà assoluta alle proprie tradizioni animiste. Prova ne è la presenza di grandi feticci di forma fallica, all’entrata delle case. Le dimore, di singolare bellezza, hanno forma di minuscoli castelli costruiti su tre piani. Architetti di avanguardia come Le Corbusier rimasero colpiti per la plasticità delle forme. Con il permesso accordatoci dagli abitanti entreremo nelle loro case per comprenderne lo stile di vita. Un po’ più ad est, una volta attraversato il confine del Benin (Nadoba/Bokoumbé), incontreremo i Bétammaribe (alias “Somba”), che condividono con i Tamberma lo stesso spazio ambientale: le colline dell’Atakora. Come loro costruiscono bei castelli d’argilla, ma da loro si differenziano per alcuni riti iniziatici molto suggestivi. I giovani, verso i 18-20 anni, si fanno scarificare il ventre rappresentando intricati e raffinati motivi geometrici. Prendono l’iniziativa liberamente, per provare il loro coraggio. Liberamente ma anche profondamente convinti che solo le scarificazioni daranno loro lo statuto di veri uomini nel mondo degli adulti. Incontreremo alcuni di questi giovani, vedremo le loro scarificazioni e ci faremo raccontare i ricordi di questa prova iniziatica. Anche le ragazze si fanno scarificare. Nel loro caso si scarifica ventre e schiena, verso i 20-22 anni. Nel caso che un concepimento intervenga prima del tempo delle scarificazioni, queste vengono eseguite all’inizio della gravidanza, per evitare che l’assenza di scarificazioni pregiudichi il parto.
Tutte queste prove completano un percorso che inizia al momento dello svezzamento, quando il bambino è scarificato sul volto. Si tratta della sua nascita ufficiale come membro del gruppo. Fini e molteplici scarificazioni sul volto ricorderanno, per sempre, che è un Betammaribe.

GIORNO 7, Giovedì: La montagna degli stregoni, da Natitingou a Dassa – BENIN
Raggiungiamo un accampamento Peul.
I Peul (o Fulani) sono principalmente pastori. Gli uomini si spostano con le loro greggi mentre le donne si occupano del campo, della mungitura e della produzione di burro da vendere ai mercati. I Fulani sono famosi per la loro bellezza. I graziosi tatuaggi sui loro volti sono messaggi per coloro che ne capiscano il linguaggio. Bellissimi corpi longilinei stanno a guardia delle greggi, sguardi profondi conservano il ricordo dei molti paesaggi attraversati durante le migrazioni. La loro bellezza è proporzionale alla loro lentezza. Sembrano più lenti di chiunque altro e allo stesso tempo si muovono più di chiunque altro. Qui sta il mistero di genti che hanno imparato a dominare il tempo e lo spazio, la storia e la geografia.
Una breve passeggiata ci condurrà all’incontro dei Taneka, situati alle pendici dei monti omonimi. Questi villaggi sono composti da capanne rotonde con tetti conici e protetti al centro da vasi di terracotta. La parte superiore dei villaggi è abitata dai giovani iniziati e dai sacerdoti dei feticci, abbigliati con pelli di capra e che sempre portano con sé una lunga pipa. Questa popolazione abita su un sito archeologico da più secoli. Pare che i primi abitanti, d’origine Kabye, abbiano occupato la montagna nel IX secolo. Da allora altre popolazioni si sono unite a loro formando una specie di melting-pot. Ogni gruppo ha conservato i propri culti e riti d’iniziazione, e nello stesso tempo insieme hanno creato istituzioni politiche e religiose comuni. Mentre si cammina lungo viuzze delimitate da pietre lisce, potrebbe capitare d’incontrare giovani seminudi e con il cranio rasato. Si preparano alle celebrazioni iniziatiche. I Taneka, considerano che per «fare» un uomo ci vuole tempo, pazienza e tanto… sangue d’animali sacrificati. Insomma, un processo lungo tutta un’esistenza, a tal punto che la vita stessa diventa un rito di passaggio.
Trasferimento verso sud e visita al feticcio di Savalou che rappresenta un importante luogo di pellegrinaggio animista.

GIORNO 8, Venerdì: Dancing masks, da Dassa a Abomey – BENIN
Dassa è la sede di un antico regno fondato da Olofin nel 1385.
La cittadina ospita siti che testimoniano di questa lunga storia.
Assisteremo alla danza delle maschere Egun che rappresentano gli spiriti dei defunti e di fatto, secondo la popolazione locale, “sono” i defunti.
Le maschere Egun arrivano dalla casa delle maschere indossando costumi colorati e brillanti, e sfilano nelle vie del villaggio lanciandosi repentinamente all’inseguimento dei curiosi e tal volta incauti spettatori.
I partecipanti non devono farsi toccare da Egun: proveniente dall’aldilà potrebbe condurli con sé. Quando la maschera irrompe sulla scena, si assiste a una specie di corrida che suscita un mix di paura e rispetto. In alcuni casi coloro che sono raggiunti dalle maschere cadono in uno stato di catalessi e sono portati subito nella casa delle maschere per un trattamento segreto che li farà ritornare nel mondo dei vivi.
Una volta arrivati ad Abomey visiteremo il Palazzo Reale, i cui muri sono decorati con grandi bassorilievi cromatici che narrano la storia degli antichi re del Dahomey. Il palazzo è ora un museo che conserva tra un tempio edificato mischiando argilla, polvere d’oro e sangue umano di migliaia di schiavi sacrificati agli spiriti protettori del reame. Il Regno del Dahomey stabilì le basi della propria economia su uno stato permanente di guerra, che gli permise di catturare prigionieri da rivendere come schiavi. L’esercito reale era formato anche da truppe femminili, che si caratterizzavano per coraggio e crudeltà.
Gli storici sottolineano la dimensione “laica” del potere esercitato dai re del Dahomey. Il re non era né un dio, né un sacerdote, nonostante il numero abbondante di sacrifici umani compiuti sulle tombe dei re in particolari occasioni.  Il potere era esercitato secondo una razionalità accessibile ad una mentalità europea. Prova ne è il fatto che il Re di Francia e del Dahomey si scambiavano rappresentanze diplomatiche alla fine del XVIII secolo.
Nel pomeriggio assisteremo alla spettacolare danza delle maschere Gelede.
Gelede è allo stesso tempo un culto, una società segreta e una maschera. Prima di tutto, è il culto di Oudua: la grande divinità, la vecchia madre e la madre terra. Gelede è anche la figlia di Ougun, il dio del ferro e uno dei principali dei della religione voodoo del Benin meridionale. Ma Gelede è anche la società segreta che tiene le maschere Gelede e organizza danze speciali. Gli spettacoli di Gelede ricordano il nostro “teatro” occidentale dove ogni maschera rappresenta un personaggio, spesso umoristico o ironico. Questo aspetto teatrale delle maschere che imitano racconti brevi ha la funzione di educare, non semplicemente intrattenere il villaggio. La maschera di Gelede ha caratteristiche femminili ma è indossata da uomini vestiti come donne e che ballano incredibili performance: un coro composto da più di 20 cantanti che ballano in un grande cerchio con due grandi tamburi al centro, il pubblico circostante, felice ed eccitato. I colori dominano la scena con i ballerini vestiti colorati che si muovono tutto il tempo.

GIORNO 9, Sabato: Su palafitte, da Abomey a Ouidah – BENIN
Nella regione a nord di Cotonou si estende una vasta area lacustre. Una   barca a motore coperta ci permetterà di attraversare il Lago Nokwe e raggiungere Ganvie, il più vasto villaggio palafitticolo del continente Africano. Gli abitanti dell’etnia Tofinou costruiscono le loro capanne di legno su pali di teck. La pesca è l’attività principale di questa popolazione il cui isolamento ha permesso di conservare abitudini e regole arcaiche.  Sulle piroghe si scandisce la vita quotidiana. È con la piroga che gli uomini vanno a pesca e sulla piroga le donne espongono le merci al mercato galleggiante ed i bimbi giocano.
La città di Cotonou è caratterizzata dal traffico costante di centinaia di zamidjans (moto-taxi). Di conseguenza, la città segue il ritmo dei semafori che scandiscono fermate e ripartenze dei moto-taxi. Divertitevi a guardarne il caos.
Proseguimento verso Ouidah. La capitale del vudù.

GIORNO 10, Domenica: Zangbeto, il fantasma – BENIN
Ouidah fu conquistata dall’esercito di Dahomey durante il XVIII secolo per diventare uno dei principali porti degli schiavi. Oggi la città gode di un’architettura afrobrasiliana. Coabitano uno di fronte all’altro, in perfetto sincretismo, il tempio dei pitoni e la cattedrale cattolica. La lentezza dei personaggi inondati dal sole… il battito lontano delle onde sulla spiaggia… il ritmo dei tamburi sembrano riportare l’eco mormorante delle colonne di schiavi imbarcati su queste spiagge. Un’atmosfera “fuori del tempo”, perfettamente descritta da Chatwin nel suo libro «Il viceré di Ouidah». A piedi visitiamo il Tempio dei Pitoni e il Forte portoghese, oggi museo della storia di Ouidah e della tratta degli schiavi (attualmente in rinnovazione). Terminiamo il nostro tour della città seguendo la “strada degli schiavi” fino alla spiaggia, il punto di “non ritorno” dove gli schiavi erano soliti salire a bordo delle navi.
Nel pomeriggio assisteremo alle performance della maschera Zangbeto
Grande maschera coperta di paglia colorata, Zangbeto rappresenta gli spiriti non umani, le forze della natura e della notte che hanno abitato la terra prima dell’arrivo dell’uomo.
L’uscita di Zangbeto è una gran festa per il villaggio, che beneficia della protezione degli spiriti e tiene lontane le presenze minacciose. Il roteare della maschera simbolizza un’operazione di “polizia spirituale” destinata a mantenere ordine nel villaggio e scacciare i malintenzionati. L’esecuzione di “miracoli” garantisce i poteri magici della maschera.

GIORNO 11, Lunedì: Nel cuore della terra del vudù! da Ouidah a Lome – BENIN E TOGO
Passaggio della frontiera del Togo (Save Kodji / Hilla Kodji).
Il Vudù è originario delle regioni costiere di Togo e Benin ed é sbarcato nei Caraibi e le Americhe durante la tratta negriera. Il Vudù è la religione animista tramandata dagli antenati ed ancora ferventemente praticata da queste genti. Oggi conta circa settanta milioni di adepti nel mondo, principalmente in Africa e nelle Americhe.
Il vudù è una vera religione, molto più ricca e complessa di quanto spesso si pensi.
Incontro con un guaritore tradizionale che tratta i suoi pazienti con riti vudù ed erbe. I trattamenti sono efficaci per quasi tutte le malattie, soprattutto per la pazzia. Il suo santuario è impressionante.
In un villaggio nascosto, ci uniremo a una cerimonia vudù: il ritmo frenetico dei tamburi e dei canti degli adepti ci aiuteranno a richiamare lo spirito che si impossessa di alcuni dei presenti. Cadono in una profonda trance: occhi riversi, smorfie, convulsioni, mancanza di sensibilità al fuoco o al dolore. Sakpata, Heviesso, Mami Water sono solo alcune delle divinità Vudù che possono presentarsi. In questo piccolo villaggio, circondato dalla magica atmosfera della cerimonia, capiremo finalmente cosa intendono le persone quando dicono: “Nelle vostre Chiese pregate Dio; nel nostro santuario Vudù diventiamo Dio!”
Arrivo a Lomé nel tardo pomeriggio. Tempo libero per prepararsi a partire o fare shopping. Molti sono i luoghi che possono essere visitati per questo scopo e il nostro veicolo sarà a disposizione per portarvi in giro: negozi di arte tribale e antiquariato, artigianato, gallerie d’arte con dipinti contemporanei della “scuola togolese” (che iniziano ad essere molto popolari nelle gallerie francesi e nordamericane), negozi che vendono oggetti d’arte “popolari” come i colorati cartelli “pubblicitari” davanti ai parrucchieri di strada ecc.
In serata, trasferimento in aeroporto.

  • VISAS: Togo – visto a due entrate; Benin visto entrata singola (evisa)
  • VACCINAZIONE: Febbre gialla: obbligatoria; profilassi antimalarica: altamente raccomandata; vaccinazione Covid
  • PASTI: pranzi: picnic oppure nei ristoranti (menu turistici); cene nei ristoranti degli hotel (menu turistici)
  • BAGAGLIO: max 20 kg, sacche da viaggio non rigide
  • ASSICURAZIONE: obbligatoria per assistenza medica, eventuale rimpatrio e danni materiali o fisici derivanti dal viaggio.
  • MEZZI DI TRASPORTO: microbus o minibus
  • Tutte le nostre escursioni sono progettate in modo da essere abbastanza flessibili per approfittare delle opportunità che possiamo incontrare lungo il percorso
  • Considerando la natura del viaggio, alcune parti potrebbero essere modificate per cause imprevedibili e sulla base di decisioni dello staff locale. Spese dovute a tali variazioni saranno a carico del partecipante. Naturalmente la guida farà il possibile per attenersi al programma originale.
  • I prezzi potrebbero variare in caso di aumento dei costi dei servizi, indipendenti dalla volontà dell’organizzatore.

Incluso:

  • Assistenza all’aeroporto di arrivo (giorno 1) e partenza (giorno 11)
  • Trasferimenti e visite in minibus/microbus
  • Guide locali (parlanti italiano, a partire da due viaggiatori parlanti italiano se disponibili, oppure inglese, francese)
  • Tour e visite come da programma
  • Pernottamenti in camere standard, come da itinerario
  • Tutti i pasti B = prima colazione L= pranzo – D = cena
  • Acqua minerale durante le visite
  • Ingressi ai parchi, concessioni, aree protette e siti di interesse culturale
  • Kit di pronto soccorso
  • Tutte le tasse

 

Non incluso:

  • Voli internazionali
  • Trasferimenti pre-tour e/o post tour da e per aeroporto
  • Visa ed eventuali tasse aeroportuali
  • Spettacoli di musica dal vivo la sera
  • Pasti e/o escursioni turistiche diverse da quanto specificato nel programma
  • Acqua minerale ai pasti e tutte le bevande
  • Facchinaggio
  • Spese personali per foto e video
  • Assicurazione (obbligatoria)
  • Mance per autisti, guide, cuochi e staff hotel
  • Spese di consegna bagagli persi
  • Qualsiasi spesa di natura personale quali telefonate, lavanderia etc.
  • Tutto ciò non menzionato nel programma

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