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Togo & Benin: nella terra della magia

Togo & Benin: nella terra della magia

Giorni:
13
Tipo di viaggio:
Scoperta
Grandezza gruppo:
min. 2 - max. 16
Prezzi
2 543,00€ per un gruppo su base 6+;
3 064,00 € per un gruppo di 2/5
Supplemento camera singola
400 euro
Guida
Italiano, Francese, Inglese, Tedesco

919,00

Il prezzo è inteso come 30% del totale. Per maggiori informazioni, puoi visionare la nostra informativa.

Due Paesi piccoli e affascinanti lungo la costa del Golfo di Guinea, un viaggio alla scoperta di villaggi tribali e stili di vita fortemente legati alle tradizioni culturali. L’itinerario parte da Lomè e giunge alle montagne Atakora. Tra vudù, maschere e arte, diventeremo testimoni della magnificenza delle tradizioni di queste popolazioni.

PREZZO A PARTIRE DA: 2.543€

Sconto:
Partenza:
  • 2 Ottobre 2020 - 14 Ottobre 2020
  • 13 Novembre 2020 - 25 Novembre 2020
Totale: 919
Categoria:

Offerta Speciale

Descrizione

Un viaggio in due Paesi lungo la costa del Golfo di Guinea, entrambi piccoli e affascinanti.

In Togo e Benin, scoprirete villaggi tribali e stili di vita legati a forti tradizioni culturali.

L’itinerario vi porterà da Lomè alle montagne Atakora.

Con la foresta tropicale sullo sfondo, scoprirete le popolazioni Tamberma e Somba, che vivono e costruiscono case decorate che diventano opere d’arte.

Imparerete la loro struttura sociale attraverso l’osservazione dell’organizzazione delle loro case.

Incontrerete I Tamberma che vivono seguendo severe regole culturali. La vita degli uomini è caratterizzata da una lunga iniziazione che dura più di 40 anni.

Dalle Atakora si ritorna sulla costa: la culla del vudù. Questa diffusa religione sorprenderà le vostre conoscenze su di essa.

Incontrerete fetisheur, guaritori e oracoli. Sarete testimoni della profonda trance che prende gli adepti quando, durante le cerimonie vudù, “diventano dei”.

Conoscerete il mondo delle maschere, diventando testimoni della loro importanza sociale e ammirandone le loro caratteristiche artistiche.

 Lomé, Gulfo di Guinea 

Arrivo a Lomè e trasferimento all’hotel

 

Lome

Il nostro viaggio inizia con la visita di Lome, la vibrante capitale del Togo. L’unica città africana che fu colonizzata da tedeschi, inglesi e francesi. Una delle rare capitali al mondo situata al confine con un altro Stato. Tutti questi elementi hanno permesso lo sviluppo di una particolare identità che si riflette nello stile di vita e nell’architettura della città. Lome è un punto di incontro per le genti, il commercio e le diverse culture. Una città cosmopolita di piccole dimensioni. Uno sguardo speciale a : il mercato centrale con le famose Nana Benz, donne nelle cui mani è concentrato il commercio dei costosi “pagne” (tessuti) venduti in tutta l’ Africa Occidentale; gli edifici in stile coloniale situati nel quartiere amministrativo; e il mercato dei feticci dove vengono venduti eclettici assortimenti di ingredienti per pozioni d’ amore e magici intrugli. La sera, corso di cucina. La sera molti locali offrono musica dal vivo: reggae, jazz, musica africana…seguite il ritmo con la vostra guida per scoprire la vibrante: Lome by night!

 

Foresta tropicale, da Lome a Kalime  

Partenza per Kpalime, una città con un ricco passato coloniale che è ora un importante centro di commerci. Visita al centro dell’artigianato. Una camminata nella foresta alla scoperta del suo mondo: la maestosità degli alberi, la calorosa e allegra accoglienza dei suoi abitanti, gli echi degli animali, i suoni dei tam-tam, la luce verde smeraldo che filtra dai  rami. Sotto la guida di un entomologo locale impareremo a conoscere la farfalle e gli insetti e verremo iniziati  all’arte della pittura utilizzando i colori naturali.

 

Danza del fuoco 

Trasferimento in direzione nord e sosta a Atakpame, una tipica cittadina africana costruita sulle colline, punto di convergenza dei prodotti provenienti dalla foresta limitrofa. Lavorando abilmente su piccoli telai, gli uomini producono grandi tessuti dai colori vivaci: i kente. Proseguiamo visitando qualche villaggio. Queste popolazioni, originariamente provenienti dal Nord del Paese, hanno mantenuto intatte le tradizioni che li legano alla terra degli antenati.Arrivo a Sokode nel tardo pomeriggio. In serata assisteremo alla danza del fuoco. Nel cuore del villaggio un grande fuoco illumina i volti dei danzatori che cominciano a muoversi al ritmo incessante dei tamburi. I danzatori in uno stato di trance si gettano nelle braci, le raccolgono con le loro stesse mani e le portano alla bocca; alcune volte le fanno scorrere lungo tutto il corpo senza che esse lascino alcuna ferita e senza mostrare segni di dolore. Possiamo chiamarla prova di coraggio? Autosuggestione? Magia?…E’ difficile spiegare una tale performance.

 

Capi tradizionali, da Sokode a Defale 

Visitiamo la regione abitata dai Bassar che vivono in case di argilla con tetti conici e mantengono segreta la produzione di ferro: una combinazione di geologia e alchimia. Incontro con capi tradizionali e parleremo con loro del ruolo del regno.

 

Blacksmiths

La strada che attraversa le regioni collinari offre interessanti paesaggi. Visiteremo la ragione circostante il massiccio Kabye che dà il nome alla popolazione locale. Le loro case sono chiamate “Soukala”: un gruppo di capanne unite tra loro da un muro. In ognuna di essere vive una famiglia patriarcale. Molto interessante: i fabbri  ancora lavorano con pietre pesanti invece che con martelli.

 

Castelli decorati, da Defale a Natitingou 

All’altezza di Kante, una pista attraverso la catena collinare dell’Atakora ci condurrà all’incontro dei Tamberma, i quali trovarono rifugio in questi luoghi  dall’accesso difficile e questo permise loro  di sfuggire a tutti gli influssi esterni e principalmente alla tratta negriera verso il nord Africa islamizzato. Incontreremo i Betammaribe (alias “Somba”), che  condividono con i Tamberma lo stesso spazio ambientale: le colline dell’Atakora. Come loro costruiscono bei castelli d’argilla, ma da loro si differenziano per alcuni riti iniziatici molto suggestivi. I giovani, verso i 18-20 anni, si fanno scarificare il ventre rappresentando intricati e raffinati motivi geometrici. Prendono l’iniziativa liberamente, per provare il loro coraggio. Liberamente ma anche profondamente convinti che solo le scarificazioni daranno loro lo statuto di veri uomini nel mondo degli adulti. Incontreremo alcuni di questi giovani, vedremo le loro scarificazioni e ci faremo raccontare i ricordi di questa prova iniziatica. Anche le ragazze si fanno scarificare. Nel loro caso si scarifica ventre e schiena, verso i 20 -22 anni. Nel caso che un concepimento intervenga prima del tempo delle scarificazioni, queste vengono eseguite all’inizio della gravidanza, per evitare che l’assenza di scarificazioni pregiudichi il parto.

 

La montagna del fetisheur, da Natitingou a Dassa

Raggiungiamo un capo di Fulani. “Fulani” significa “bellezza”. I graziosi tatuaggi sui loro volti sono messaggi per coloro che ne capiscano la lingua; Bellissimi corpi longilinei stanno a guardia delle greggi, occhi affascinanti contengono i molti paesaggi attraversati durante le migrazioni. La loro bellezza è proporzionale alla loro lentezza. Sembrano più lenti di chiunque altro e allo stesso tempo si muovono più di chiunque altro. Qui sta il mistero di genti che hanno imparato a dominare il tempo e lo spazio, la storia e la geografia.

Una gradevolissima passeggiata ci condurrà all’incontro dei  Taneka situati alle pendici dei monti omonimi. Questi villaggi sono composti da capanne rotonde con  tetti conici e protetti al centro da vasi di terracotta. La parte superiore dei villaggi è abitata dai  giovani iniziati e dai sacerdoti dei feticci, abbigliati con pelli di capra e  che sempre  portano con sé  una lunga pipa. Questa popolazione abita su un sito archeologico da più secoli.

 

La porta del Vudù, Dassa 

Dassa, sede di un antico regno fondato da Olofin nel 1385. La cittadina ospita siti che testimoniano di questa lunga storia. In particolare, faremo una gradevole passeggiata sulla collina dei Principi, dove un tempo erano sepolti i re. Il luogo è protetto da altari vudù. Incontreremo il capo. Nel pomeriggio assistiamo alla danza delle maschere.

 

Palazzi reali, da Dassa a Abomey 

Trasferimento ad Abomey e visita del Palazzo Reale, i cui muri sono decorati con i simboli degli antichi re del Dahomey. Il palazzo è ora un museo che conserva tra l’altro le spoglie mortali dei re ed un tempio costruito con argilla mischiata a polvere d’oro e sangue umano. Il Regno del Dahomey stabilì  le basi del proprio potere su uno stato permanente di guerra che gli permise di catturare prigionieri da rivendere come schiavi. L’esercito reale era formato anche da truppe femminili che si caratterizzavano per l’audacia e la bellicosità. Nel pomeriggio assisteremo alla spettacolare danza delle maschere di un culto, di una società segreta e di una maschera.

 

Su palaffite, da Abomey a Ouidah 

Nella regione a nord di Cotonou si estende una vasta area lacustre che accoglie Ganvie, grande villaggio su palafitte. Lo raggiungeremo, a bordo di barche motorizzate,  attraversando il lago Nokwe. Gli abitanti, dell’etnia Tofinou,  costruiscono le loro capanne su pali di teck e ricoprono i tetti delle abitazioni con una spessa coltre di paglia. La pesca è l’attività principale della popolazione. L’isolamento in cui vivono  ha permesso loro  di conservare abitudini e regole ancestrali. Nelle piroghe, che uomini, donne e bambini conducono con facilità con l’aiuto di lunghe pertiche, si scandisce la vita quotidiana. E’ sulla piroga che si va a pesca, ci si sposta, si mettono in mostra le merci da vendere al mercato, si canta accompagnando il ritmo delle pertiche…La città di Cotonou è caratterizzata dal traffico costante di centinaia di zamidjans (moto-taxi). Come conseguenza, la città segue il ritmo dei semafori che fermano e riaccendono le moto-taxi. Divertitevi a guardarne il chaos. Visita della fondazione Zinsou: la prima fondazione privata del Benin dedicata all’arte contemporanea. Le sue esposizioni hanno l’intento di pubblicizzare la dinamica arte africana, troppo spessa pensata come ferma nel passato.  Proseguimento verso Ouidah. La capitale del vudu.

 

 Zangbeto, il fantasma 

A Ouidah, antico porto del traffico negriero dall’architettura afro-portoghese decadente, coabitano uno di fronte all’altro il tempio dei pitoni e la cattedrale cattolica. La lentezza dei personaggi inondati dal sole… il battito lontano delle onde sulla spiaggia… il ritmo dei tamburi rappresentano l’eco mormorante di colonne di schiavi imbarcati su queste spiagge. Un’atmosfera al di fuori del tempo, molto ben descritta da Chatwin nel suo libro « Il viceré di Ouidah ». A Ouidah visiteremo il Tempio dei Pitoni, dove questi animali sono venerati come vudù protettori della città; il forte portoghese trasformato in museo sulla tratta degli schiavi ed infine  la via del non-ritorno percorsa dai prigionieri prima di essere imbarcati in direzione del nuovo mondo. Nel pomeriggio assisteremo alle perfomances della maschera Zangbeto.

 

Nel cuore della terra del vudu! Da  Ouidah a Lome 

In tutta la regione del litorale del Benin e del Togo, il vudu è la religione tramandata dagli antenati ed è praticata con fervore. Quest’esperienza religiosa è molto più ricca e complessa dei cliché diffusi  in Europa, secondo i quali il vudù non sarebbe altro che una bassa forma di magia nera. Si tratta invece di una religione che dà senso e ordine alla vita di milioni di persone, qui e altrove nel mondo. Ci spostiamo in “brousse” alla scoperta di questo culto. Presso un  villaggio assisteremo ad una celebrazione vudù. Durante la cerimonia potrà accadere che tra suoni di tamtam e canti , il tale o talaltro  Vudù s’impossessi di alcuni adepti, dando così luogo ad autentiche manifestazioni di trance. Arrivo a Lome e tempo libero da dedicare agli ultimi acquisti e al relax.

  • Assistenza all’aeroporto di arrivo (giorno 1) e partenza (giorno 13)
  • Trasferimenti e visite in minibus/microbus (Pendjari veicoli 4×4 )
  • Guide locali (parlanti italiano)
  • Tour e visite come da programma
  • Pernottamenti in camere standard, come da itinerario
  • Tutti i pasti B = prima colazione L= pranzo – D = cena
  • Acqua minerale durante le visite
  • Ingressi ai parchi, concessioni, aree protette e siti di interesse culturale
  • Kit di pronto soccorso
  • Tutte le tasse

Non incluso:

  • Voli internazionali
  • Trasferimenti pre-tour e/o post tour da e per aeroporto
  • Visa ed eventuali tasse aeroportuali
  • Pasti e/o escursioni turistiche diverse da quanto specificato nel programma
  • Acqua minerale ai pasti e tutte le bevande
  • Facchinaggio
  • Spese personali per foto e video
  • Assicurazione (obbligatoria)
  • Mance per autisti, guide, cuochi e staff hotel
  • Spese di consegna bagagli persi
  • Qualsiasi spesa di natura personale quali telefonate, lavanderia etc.

Tutto ciò non menzionato nel programma

  • VISAS: Togo – visto a due entrate; Benin visto entrata singola
  • VACCINAZIONE: Febbre gialla – obbligatoria; profilassi antimalarica – altamente raccomandata
  • PASTI: pranzi, picnic oppure nei ristoranti (menu turistici); cene nei ristoranti degli hotel (menu turistici)
  • BAGAGLIO: max 20 kg, sacche da viaggio non rigide
  • ASSICURAZIONE: non inclusa e obbligatoria per  assistenza medica ed eventuale rimpatrio
  • MEZZI DI TRASPORTO: microbus o minibus o veicoli 4×4 ( in Pendjari veicoli 4×4)
  • TEMPI DI PERCORRENZA: esempio giorno 11: 150 km –5 h. il tempo stimato si riferisce alle ore di guida,  escluse le soste per le visite.
  • Tutte le nostre escursioni sono progettate in modo da essere abbastanza flessibili per potersi adeguare alle condizioni del tempo e approfittare delle opportunità che possiamo incontrare lungo il percorso
  • Considerando la natura del viaggio, alcune parti potrebbero essere modificate per cause imprevedibili e sulla base di decisioni dello staff locale. Spese dovute a tali variazioni saranno a carico del partecipante. Naturalmente la guida farà il possibile per attenersi al programma originale.

 

  • I prezzi potrebbero variare in caso di aumento dei costi dei servizi, indipendenti dalla volontà dell’organizzatore.

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