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VOODOO FESTIVAL: Benin

VOODOO FESTIVAL: Benin

Giorni:
11
Tipo di viaggio:
Evento Speciale
Gruppo Internazionale
Gruppo:
Da 4 a 16 partecipanti
PREZZO per persona:
- GRUPPO DI 6 O PIU' PARTECIPANTI: 2494 €
- Gruppo di 4/5 partecipanti: 2894 €
- Supplemento camera singola: 405 €
GUIDA: parlante Italiano, Inglese, Francese
Acconto al momento della prenotazione:

868,00

L'acconto è inteso come 30% del totale. Per maggiori informazioni, puoi visionare la nostra informativa.

BENIN

In Benin il 10 gennaio è un giorno speciale durante il quale la popolazione celebra i culti ancestrali. In particolare tutti gli adepti del vudù si riuniscono nella regione di Ouidah. Una lunga processione si snoda, chi a piedi , chi in motocicletta, qualcuno con il taxi brousse…tutti si recano verso la Porta del non Ritorno. I partecipanti sono abbigliati con costumi tradizionali: il bianco è il colore predominante, vivacizzato dalle coloratissime perline di vetro…

PARTENZA: 08 Gennaio 2021

 

PREZZO DA: 2494 €

Sconto:
Data Partenza:
  • 8 Gennaio 2021 - 18 Gennaio 2021
Totale: 868
Categoria:

Offerta Speciale

Descrizione

BENIN

In Benin il 10 gennaio è un giorno speciale durante il quale la popolazione celebra i culti ancestrali.
In particolare tutti gli adepti del vudù si riuniscono nella regione di Ouidah.
Una lunga processione si snoda, chi a piedi , chi in motocicletta, qualcuno con il taxi brousse…tutti si recano verso la Porta del non Ritorno. I partecipanti sono abbigliati con costumi tradizionali: il bianco è il colore predominante, vivacizzato dalle coloratissime perline di vetro.
Il culmine del festival viene raggiunto con l’arrivo di Dagbo Houno, il sacerdote capo di Ouidah. Danze, libagioni, maschere caratterizzano la mattinata.
Il nostro viaggio continuerà mostrando il meglio di Benin, l’itinerario ci porterà da Cotonou alle montagne dell’ Atakora per conoscere le popolazioni Tamberma e Somba, architetti di spettacolari castelli di argilla e i Taneka, che seguono rigide regole culturali, la vita degli uomini è, infatti, scandita da un lungo rito di iniziazione. Dall’ Atakora proseguiremo verso la costa: la culla del vudù,  il mondo popolato da  stregoni, guaritori e oracoli. Saremo sorpresi dalle maschere: ancora essenziali nella vita del villaggio, e icone dell’estetica africana.

 

Giorno 1: COTONOU, GOLFO DI GUINEA
Arrivo in Cotonou and transfer all’hotel

Giorno 2: COTONOU
Il nostro viaggio nel cuore della magia inizia con una visita di Cotonou, la vibrante capitale del Benin.La città di Cotonou è immersa in un caos di traffico costante causato da migliaia di zemidjan (moto-taxi) che indossano uniformi viola o gialle. Di conseguenza, la
città segue il ritmo dei semafori che fermano e fanno ripartire questi zemidjan sparsi per la città. Vivace spettacolo urbano!
Visita della Fondazione Zinsou, la prima fondazione privata beninese dedicata all’esposizione di arte africana contemporanea, creata nel giugno 2005. Nata come iniziativa di famiglia, la Fondazione Zinsou rimane profondamente coinvolta in attività culturali e sociali.
Potremmo quindi incontrare un artista nel suo atelier e ascoltare le nuove tendenze in città.
Sabato sera molti locali esibiscono musica dal vivo : reggae, jazz, musica africana … scopriamo la vibrante Cotonou by night!

Giorno 3: FESTIVAL DEL VUDU’
In Benin il 10 gennaio è giorno di festa nazionale, durante il quale si onorano la religione tradizionale ed i suoi culti. In particolare nella regione di  Ouidah si tengono celebrazioni vudù che radunano migliaia d’adepti, capi tradizionali e “feticheur”.
Ouidah è considerata una delle capitali  del vudù africano. In questa città, antico porto del traffico negriero dall’architettura afro-brasiliana decadente, coabitano uno di fronte all’altro il Tempio dei pitoni e la Cattedrale cattolica.
La lentezza dei personaggi inondati dal sole… il battito lontano delle onde sulla spiaggia… il ritmo dei tamburi rappresentano l’eco mormorante di colonne di schiavi imbarcati su queste spiagge. Un’atmosfera al di fuori del tempo, molto ben descritta da Chatwin nel suo libro « Il viceré di Ouidah ».
A Ouidah visiteremo: il Tempio dei Pitoni  che vengono venerati come vudù protettori della città,  il Forte portoghese trasformato in museo sulla tratta degli schiavi ed infine la Via del Non-Ritorno percorsa da migliaia di schiavi prima di essere imbarcati in direzione del nuovo mondo.
In base al programma del festival, sceglieremo il luogo migliore per assistere alle cerimonie che si svolgono nella intera regione di Ouidah.

Giorno 4: FANTASMI
Domenica, giorno di culto cristiano. Ne approfittiamo per assistere ad una preghiera del Cristianesimo Celaste, chiesa sincretica nata alla confluenza tra riti vudù e Cristianesimo di stampo pentecotista. Si tratta del movimento cristiano in più grande crescita nell’area del litorale guineano. Fenomeno interessante di come la cultura africana accoglie e riesprime culti e culture venuti d’altrove.
Le assemblee del Cristianesimo Celeste sono inoltre interessanti dal punto di vista scenico: grandi masse di fedeli, vestiti di bianco, che sembrano ondeggiare sospinte dal ritmo dei tam tam. I più “illuminati” cadono in stato di transe e ricevono illuminazioni dall’alto subito “tradotte” all’assemblea. Acqua santa, candele, benedizioni precedono, accompagnano e concludono il rito. Il palmares del più invocato spetta a San Michele, di cui è vantata la potenza nello sconfiggere le forze del maligno..
Trasferimento a Grand Popo. Il viaggio continua con un’escursione di mezza giornata in piroga a motore lungo il fiume Mono alla scoperta di piccoli villaggi, dove sono ancora in uso gli antichi procedimenti di estrazione del sale. La navigazione ci condurrà ad un superbo estuario, in cui le acque del fiume e dell’oceano si incontrano… Soste su spiagge bianche e deserte… Traversata delle lagune incorniciate da piccole foreste di mangrovia… Lungo la costa i pescatori vivono in piccoli villaggi, costruiti coi rami delle palme intrecciati, e sfidano quotidianamente l’oceano sulle grandi piroghe artisticamente scolpite.
In uno di questi villaggi assisteremo all’uscita di maschere Zangbeto.
Grande maschera coperta di paglia colorata, Zangbeto rappresenta gli spiriti non umani, le forze della natura e della notte che hanno abitato la terra prima ancora dell’uomo. I portatori delle maschere, che conservano un’identità indipendente, avente vita propria, appartengono a una società segreta e la loro identità è sconosciuta ai non iniziati.
L’uscita di Zangbeto è una gran festa per il villaggio, che si propizia la protezione degli spiriti e tiene lontane le presenze minacciose. Il roteare della maschera simbolizza l’operazione di pulizia spirituale che Zangbeto produce nel villaggio e l’esecuzione di “miracoli” garantisce che la sua presenza onnipotente è davvero efficace.
Ritorno nel nostro hotel.

Giorno 5: ATMOSFERA COLONIALE
Una   barca a motore coperta ci permetterà di attraversare il Lago Nokwe e raggiungere Ganvie, il più vasto  villaggio  palafitticolo del continente Africano. Gli abitanti dell’etnia Tofinou   costruiscono le loro capanne di legno su pali di teck. La pesca è l’attività principale di questa popolazione il cui isolamento ha permesso di conservare abitudini e regole arcaiche.  Sulle piroghe si scandisce la vita quotidiana. E’ con la piroga che gli uomini vanno a pesca e sulla piroga le donne espongono le merci al mercato galleggiante ed i bimbi giocano.
Trasferimento a Porto Novo, una vecchia città dove l’architettura coloniale e mercati colorati
A Porto Novo, visita del mercato con un importante settore dedicato agli oggetti di culto Voudou ed all’erboristeria tradizionale africana. Sui banchi della farmacopea tradizionale sono ammassate pigne di foglie, radici, frutti provenienti dalle foreste limitrofe ed impiegati dei curatori tradizionali. Visiteremo inoltre un’interessante collezione etnografica con numerose maschere delle etnie Yoruba e Fon.
In centro città svetta la moschea, una delle più originali al mondo. Realizzata nel 19° sec. Da ex schiavi musulmani, rientrati dak Brasile, imita nelle forme le chiese di San Salvador di Bahia.

Giorno 6: CAPI TRADIZIONALI
In mattinata visiteremo il progetto del Center Songhai.
Il futuro dell’Africa sta nelle sue terre, nel suo clima e nel suo lavoro agricolo, oggi così poco apprezzato nel continente. Il Songhai Center sta cercando di restituire nobiltà al lavoro agricolo che aiuta i giovani a scegliere di non soffrire e di fornire un servizio nella creazione di ricchezza per le loro famiglie, i loro paesi e il loro continente, attraverso una formazione funzionale basata su conoscenze, abilità e un sistema di valori. Guidati da alcuni docenti scopriremo la loro filosofia oltre a tecnologie e metodi che mirano a valorizzare le risorse locali e migliorare la produzione nel rispetto dell’ambiente e della società.
Trasferimento  a Ketou, la capitale di un antico e prestigioso regno Yoruba che ancora “governa” nella regione di confine tra Benin e Nigeria.
Dopo il protocollo saremo introdotti nel palazzo reale e ricevuti dall’oba (re) Adedu Loye, 51 ° Alaketu, circondato dai suoi dignitari. Potremo chiedere a sua maestà la storia di Ketou, derivante dalla famiglia reale di Ilé-Ife, considerato uno dei più grandi d’Africa dal XIII secolo.

Giorno 7: USCITA DI MASCHERE
Al mattino in un piccolo villaggio assisteremo alla danza delle maschere  Gelede.
Gelede è legato alla Madre Terra, alle stagioni e ai suoi riti agricoli, per propiziare la fertilità dei campi e delle genti, unica e vera condizione di gioia e serenità per tutta la comunità. Colori, movimenti, tamburi e folla si fondono in una sola vivace coreografia. Maschere dalle movenze di marionette raccontano storie a carattere morale e umoristico per l’educazione e il divertimento dei villaggi. Per i non iniziati quello che risalta è il lato burlesco delle pantomime messe in scena dalle maschere: solo gli iniziati ne conoscono gli aspetti simbolici e segreti. È un originale mix di teatro di strada e teatro magico.
Dassa è la sede di un antico regno fondato da Olofin nel 1385 e in città è ancora possibile vedere i siti che testimoniano il passaggio di questa lunga dinastia. Una passeggiata tra le colline ci porterà in un luogo sacro dove venivano sepolti i re. E’ ancora oggi protetto da diversi vudù.Nel tardo pomeriggio assistiamo alle maschere di Egun.
Le maschere Egun rappresentano gli spiriti dei defunti e di fatto, secondo la popolazione locale, “sono” i defunti. Gli uomini che rappresentano Egun sono sempre degli iniziati. Arrivano dalla boscaglia indossando vestiti colorati e brillanti, e sfilano nelle vie del villaggio lanciandosi repentinamente all’inseguimento dei curiosi e incauti spettatori. Attenzione a non farsi toccare da Egun: rappresenta pericolo di morte! Quando irrompe sulla scena, si assiste a una specie di corrida che suscita paura, ma anche molto interesse. In alcuni casi coloro che sono raggiunti dalle maschere “perdono i sensi”… ma si rialzano ben presto!

Giorno 8: LA MONTAGNA DEGLI STREGONI
Al mattino presto, trasferimento verso nord. Visita al santuario di Savalou, luogo importante per i pellegrini animisti.
Nel pomeriggio escursione a piedi alla scoperta degli antichi villaggi Taneka situati sulle pendici dei monti omonimi. Questi villaggi sono composti da capanne rotonde con i tetti conici, protetti al centro da dei vasi di terracotta. La parte superiore dei villaggi è abitata dai sacerdoti dei feticci, vestiti con una pelle di capra, e dai giovani iniziati. Questa popolazione abita su un sito archeologico da più secoli. Pare che i primi abitanti, d’origine Kabyé, abbiano occupato la montagna nel IX secolo d.C. Da allora altre popolazioni si sono unite a loro formando una specie di melting-pot. Ogni gruppo ha conservato i propri culti ed i propri riti d’iniziazione, e nello stesso tempo insieme hanno creato delle istituzioni religiosi e politiche comuni.
Mentre si cammina tra case a tetto conico, su viuzze delimitate da pietre lisce, capita d’incontrare giovani ed adulti con il capo raso, semi nudi. Si preparano a delle celebrazioni iniziatiche. I Taneka, considerano che per « fare » un uomo ci vuole tempo, pazienza, e tanto… sangue d’animali sacrificati. Insomma un processo lungo tutta un’esistenza, a tal punto che la vita stessa diventa un rito di passaggio. Non più dunque  un’esistenza cadenzata da un prima e da un poi, ma percorsa da un’unica tensione.
Continuiamo il nostro viaggio verso Natitingou

Giorno 9: CASTELLI D’ARGILLA
Un po’ più ad ovest, incontreremo i Betammaribe (alias “Somba), che  vivono fra le colline Atakora. Costruiscono bei castelli d’argilla, e si caratterizzano  per alcuni riti iniziatici molto suggestivi.
I giovani, verso 18-20 anni, si fanno scarificare tutto il ventre con intricati e raffinati motivi geometrici. Prendono l’iniziativa liberamente, per provare il loro coraggio. Liberamente ma anche profondamente convinti che solo queste scarificazioni daranno loro uno statuto di veri uomini, nel mondo degli adulti. Incontreremo alcuni di questi giovani, vedremo le loro scarificazioni e ci faremo raccontare i ricordi di questa prova iniziatica. Anche le ragazze si fanno scarificare. Nel loro caso si scarifica ventre e schiena, verso i 20 -22 anni. Nel caso che un concepimento intervenga prima del tempo delle scarificazioni, queste sono fatte all’inizio della gravidanza, per evitare che l’assenza di scarificazioni pregiudichi il parto.
Tutte queste prove completano un percorso incominciato al momento dello svezzamento, quando il bambino è scarificato sul volto. Si tratta della sua nascita ufficiale, come membro del gruppo. Fini e molteplici scarificazioni sul volto ricorderanno, per sempre, che è un Betammaribe.
Ritorno a Natitingou.

Giorno 10: RITORNO A SUD
Lunga giornata di trasferimento verso Abomey.
Attraverseremo regioni percorse  perennemente da mandrie d zebù, guidate al pascolo da inconfondibili Peul: cappelli appuntiti, bastone a tracolla, sguardi fieri, una semplice borraccia intorno al collo, un machete tra le mani e scarpette in plastica ai piedi. Questi nomadi non sembrano aver bisogno di nient’altro nel loro peregrinare alla ricerca d’acqua e pascoli per le loro mandrie. Sembrano venire dal nulla e dirigersi in altrettanti luoghi misteriosi. Sono i veri e propri signori di queste lande sconfinate, abituati a resistere ed a godersi le semplici gioie del vivere in mezzo alla natura.
I loro accampamenti, molto essenziali, sono spersi nella “brousse” dove le loro mandrie possono trovare di che nutrirsi.
Assisteremo a scene di vita quotidiana di una popolazione nomade che vive di pastorizia.

Giorno 11: PALAZZI REALI
visita del Palazzo Reale d’Abomey, i cui muri sono decorati con i simboli degli antichi re del Dahomey. Il palazzo è ora un museo un tempio costruito con argilla mischiata con polvere d’oro e sangue umano. Il Regno del Dahomey stabilì le basi del proprio potere su uno stato permanente di guerra che gli permise di catturare prigionieri da rivendere come schiavi. L’esercito reale era formato anche da truppe femminili, che si caratterizzavano per l’audacia e la bellicosità.
Trasferimento verso l’Oceano.
Alcune camere per uso diurno saranno disponibili per un’ultima doccia prima di essere trasferite in aeroporto.

 

VISTO: Benin visto entrata singola (evisa) : https://www.evisa.gouv.bj

VACCINAZIONI E COVID-19: Febbre gialla – obbligatoria; profilassi antimalarica – altamente raccomandato.
Test COVID-19 obbligatori sono effettuati su tutti i passeggeri delle compagnie aeree che arrivano in Benin. I test sono a carico del passeggero. Le tasse di 100.000 CFA (circa $ 165 o euro 150) devono essere pagate in contanti e le compagnie aeree potrebbero richiedere una prova di capacità di pagamento come condizione per l’imbarco. Un secondo test verrà effettuato 15 giorni dopo, a meno di mostrare la prova di partenza anticipata al momento della prima prova. Con il pagamento di 50 euro extra si ottiene la possibilità di una rapida consegna dei risultati (6 a 24 ore). Incoraggiamo di pagare il supplemento.

PASTI: pranzi, picnic oppure nei ristoranti (menu turistici); cene nei ristoranti degli hotel (menu turistici)

BAGAGLIO: max 20 kg, consigliate sacche da viaggio non rigide

ASSICURAZIONE: obbligatoria per assistenza medica, eventuale rimpatrio e danni materiali o fisici derivanti dal viaggio.
Consulta la nostra proposta assicurativa: https://transafrica.biz/travel-insurance/;

MEZZI DI TRASPORTO: microbus o minibus

TEMPI DI PERCORRENZA: il tempo stimato si riferisce alle ore di guida,  escluse le soste per le visite.

Tutte le nostre escursioni sono progettate in modo da essere abbastanza flessibili per approfittare delle opportunità che possiamo incontrare lungo il percorso

Considerando la natura del viaggio, alcune parti potrebbero essere modificate per cause imprevedibili e sulla base di decisioni dello staff locale. Spese dovute a tali variazioni saranno a carico del partecipante. Naturalmente la guida farà il possibile per attenersi al programma originale.

I prezzi potrebbero variare in caso di aumento dei costi dei servizi, indipendenti dalla volontà dell’organizzatore.

  • Assistenza all’aeroporto di arrivo (giorno 1) e partenza (giorno 11)
  • Trasferimenti e visite in minibus/microbus
  • Guide locali (parlanti italiano, a partire da due viaggiatori parlanti italiano)
  • Tour e visite come da programma
  • Pernottamenti in camere standard, come da itinerario
  • Tutti i pasti B = prima colazione L= pranzo – D = cena
  • Acqua minerale durante le visite
  • Ingressi ai parchi, concessioni, aree protette e siti di interesse culturale
  • Pass per festival
  • Kit di pronto soccorso
  • Tutte le tasse

 

Non incluso:

  • Voli internazionali
  • Trasferimenti pre-tour e/o post tour da e per aeroporto
  • Visa ed eventuali tasse aeroportuali
  • Pasti e/o escursioni turistiche diverse da quanto specificato nel programma
  • Acqua minerale ai pasti e tutte le bevande
  • Facchinaggio
  • Spese personali per foto e video
  • Assicurazione (obbligatoria)
  • Mance per autisti, guide, cuochi e staff hotel
  • Spese di consegna bagagli persi
  • Qualsiasi spesa di natura personale quali telefonate, lavanderia etc.
  • Tutto ciò non menzionato nel programma

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