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2024 – NELLA TERRA DELLE TRIBU’ E DELLA MAGIA, 11 giorni: Togo e Benin

2024 – NELLA TERRA DELLE TRIBU’ E DELLA MAGIA, 11 giorni: Togo e Benin

Giorni:
11
Tipo di viaggio:
Scoperta Gruppo Internazionale
Gruppo:
da 2 a 16 partecipanti
PREZZI per persona:
- GRUPPO DI 6 O PIU' PARTECIPANTI: 2535 €
- Gruppo di 4/5 partecipanti: 3148 €
- Gruppo di 3 partecipanti: 3691 €
- Gruppo di 2 partecipanti: 4781 €
- Supplemento camera singola: 459 €
GUIDA: parlante Italiano, Inglese, Francese
Acconto al momento della prenotazione

1.434,00

L'acconto è inteso come 30% del totale. Per maggiori informazioni, puoi visionare la nostra informativa.

BENIN & TOGO

Due Paesi piccoli e affascinanti lungo la costa del Golfo di Guinea, un viaggio alla scoperta di villaggi tribali e stili di vita fortemente legati alle tradizioni culturali. L’itinerario parte da Lomé e giunge alle montagne Atakora. Tra vudù, maschere e arte, diventeremo testimoni della magnificenza delle tradizioni di queste popolazioni…

PARTENZE:

01 Marzo 2024

12 Aprile 2024

30 Agosto 2024

22 Novembre 2024

PREZZO DA: 2535 €

Sconto:
Data Partenza:
  • 1 Marzo 2024 - 11 Marzo 2024
  • 12 Aprile 2024 - 22 Aprile 2024
  • 30 Agosto 2024 - 9 Settembre 2024
  • 22 Novembre 2024 - 2 Dicembre 2024
Totale: 1434

Offerta Speciale

Descrizione

BENIN & TOGO

Un viaggio in due Paesi situati lungo la costa del Golfo di Guinea.

In Togo e Benin, scoprirete villaggi tribali e stili di vita legati a forti tradizioni culturali.

L’itinerario ci porta da Lomé alle montagne dell’Atakora.

Scopriamo le popolazioni Somba, che costruiscono castelli in argilla, vere opere d’arte.

Possiamo comprendere la loro struttura sociale attraverso l’osservazione dell’organizzazione delle loro case.

Incontriamo i Taneka che vivono seguendo severe regole iniziatiche. La vita degli uomini è caratterizzata da una lunga iniziazione.

Dall’Atakora si ritorna sulla costa: la culla del vudù. Questa diffusa religione ci sorprende.

Incontriamo feticheur, guaritori e oracoli. Siamo testimoni della profonda trance che prende gli adepti quando, durante le cerimonie vudù, “diventando dei”.

Scopriamo il mondo delle maschere, ammirandone le loro caratteristiche artistiche e sperimentandone il ruolo sociale.

GIORNO 1: Lomé, Golfo di Guinea – TOGO  
Arrivo a Lomé e trasferimento all’hotel

GIORNO 2: LomeTOGO  
Il nostro viaggio nel cuore della magia inizia con la visita di Lome, vibrante capitale del Togo, l’unica città africana ad aver subito consecutivamente le influenze coloniali tedesche, inglesi e francesi, nonché una delle poche capitali al mondo situata al confine con un’altra nazione. Questa storia di influenze variegate ha creato un’identità unica che si riflette nello stile di vita e nell’architettura della città.  Lome è il punto di incrocio di persone, culture e commerci che la rende città cosmopolita dalle dimensioni umane. Visitiamo: il mercato centrale con le “Nana Benz”, donne mercanti che hanno concentrato nelle loro mani il  commercio dei costosi “pagne” (tessuti) che arrivano dall’Europa e sono venduti in tutta l’Africa Occidentale); gli  edifici coloniali del quartiere amministrativo, dove il sapore dei tempi del colonialismo è ancora vivo; il mercato dei  feticci più grande d’Africa con  un  eclettico assortimento di  amuleti , crani di animali, conchiglie, antiche pietre-moneta, teste di serpente, statuette propiziatorie e tutte le più svariate componenti necessarie alla realizzazione di pozioni magiche e feticci. I grandi maestri del mercato ci presentano alcuni dei loro “gris-gris” fatti in casa, preparati per aiutarci a risolvere i problemi della vita quotidiana.
La sera, corso di cucina: sentitevi liberi di partecipare a un corso di “cucina la tua cena” presso la cucina di uno chef professionale. Scoprite le proprietà e i sapori dei prodotti locali uniti ad altri ingredienti e tecniche di cucina importate dall’estero. Se invece preferite riposarvi nella vostra camera d’hotel, potete incontrare il gruppo alla fine del corso e cenare insieme.
Il sabato sera molti locali offrono musica dal vivo: reggae, afro-jazz…seguite la vostra guida per scoprire la vibrante Lome by night!

GIORNO 3: Foresta tropicale, da Lome a Kpalime (140 km – tempo di trasferimento 3 h) – TOGO 
Partenza per Kpalime, una cittadina con un ricco passato coloniale che è ora un importante centro di commerci. Visita al centro artigianale.
Nel pomeriggio, camminata per le colline che circondano Kpalime, attraverso villaggi e fattorie, per raggiungere i margini della foresta. Sotto la guida di un entomologo locale impariamo a conoscere le farfalle e gli insetti.

GIORNO 4: Danza del fuoco, da Kpalime a Sokodé (320 km – tempo di trasferimento 5 h) – TOGO 
Trasferimento in direzione nord e sosta ad Atakpame, una tipica cittadina africana costruita sulle colline, punto di convergenza dei prodotti provenienti dalla foresta limitrofa.
Risalente al XIX secolo, si trova lungo la ferrovia principale che collega Lomé a Blitta ed è stato inizialmente colonizzato dagli Ewe e dagli Yoruba. È al centro di un’importante area di coltivazione del cotone, ed è qui che gli uomini della regione, attraverso il loro lavoro qualificato su piccoli telai di tessitura, realizzano il tessuto dai colori vivaci chiamato “Kente”.
Proseguiamo verso nord visitando qualche villaggio lungo la strada. Queste popolazioni, originariamente provenienti dal nord del paese, hanno mantenuto intatte le tradizioni che li legano alla terra degli antenati. Sosta presso alcuni mercati locali che si svolgono una volta alla settimana.
Arrivo a Sokodé nel tardo pomeriggio.
In serata assisteremo alla danza del fuoco. Nel cuore del villaggio un grande fuoco illumina i volti dei danzatori che cominciano a muoversi al ritmo incessante dei tamburi. I danzatori in uno stato di trance si gettano nelle braci, le raccolgono con le loro stesse mani e le portano alla bocca; alcune volte le fanno scorrere lungo tutto il corpo senza che esse lascino alcuna ferita e senza mostrare alcun segno di dolore. Possiamo chiamarla prova di coraggio? Autosuggestione? Magia?… E’ difficile spiegare una tale performance. Forse è proprio il feticcio a proteggerli dal fuoco.

GIORNO 5, Martedì: Fabbri, da Sokodé a Kara (130 km – tempo di trasferimento 4 h) – TOGO
La guida tra le montagne ci permette di incontrare l’etnia Kabye. Le abitazioni Kabye, chiamate “Soukala”, sono composte da diverse capanne di argilla unite da un muro – ogni abitazione è dominio di una famiglia patriarcale. Nei villaggi situati in cima alle montagne, le donne sono ceramiste che utilizzano una tecnica ancestrale senza ruota, mentre gli uomini sono fabbri che lavorano ancora il ferro con pietre pesanti invece che con martelli e incudini come nei primi anni dell’Età del Ferro. Seguiamo il processo di modellazione di una zappa.

GIORNO 6, Mercoledì: Castelli d’argilla, da Kara a Natitingou (130 km – tempo di trasferimento 3 h) – TOGO – BENIN
Dopo aver attraversato il confine con il Benin, incontriamo i Betammaribe (conosciuti anche come Somba) che vivono sulle montagne dell’Atakora. Costruiscono bei castelli in argilla e seguono una serie di riti iniziatici molto suggestivi. I giovani tra i 18 e i 20 anni si fanno scarificare il ventre con delicati e complessi disegni geometrici, profondamente convinti che quelle cicatrici siano l’unico modo per diventare “veri” uomini. Incontreremo alcuni di questi giovani per sentire cosa ricordano della loro iniziazione. Anche le ragazze sono sottoposte a un rito di scarificazione, ma nel loro caso le cicatrici vengono fatte sul ventre e sulla schiena all’età di 20-22 anni. Se un bambino viene concepito prima di questa iniziazione, la scarificazione viene effettuata all’inizio della gravidanza, perché la mancanza di cicatrici potrebbe essere dannosa durante il parto. Tutti questi riti iniziatici formano un ciclo che inizia durante lo svezzamento (quando il viso del bambino viene scarificato) e il cui completamento simboleggia la nascita ufficiale come membro del gruppo.  È il numero infinito di cicatrici sottilissime sui loro visi a ricordarci che si tratta di Betammaribe.

GIORNO 7: La montagna degli stregoni, da Natitingou a Dassa (370 km – tempo di trasferimento 6 h) – BENIN
Raggiungiamo un accampamento Peul (chiamati anche Fulla o Fulani).
I Peul sono principalmente pastori. Gli uomini si spostano con le loro greggi mentre le donne si occupano del campo, della mungitura delle mucche e della produzione di burro da vendere al mercato. I Peul sono famosi per la loro bellezza. Infatti, la parola Fulani significa bellezza. I graziosi tatuaggi sui loro volti sono messaggi per coloro che ne capiscano il linguaggio. Bellissimi corpi snelli che controllano le mandrie, si stagliano come un puntino all’orizzonte; begli occhi capaci di contenere tanti paesaggi contemplati durante le migrazioni alla ricerca di pascoli. La loro bellezza è proporzionale alla loro lentezza. Sembrano più lenti di chiunque altro e allo stesso tempo si muovono più di chiunque altro. Qui sta il mistero di un popola che ha imparato a dominare il tempo e lo spazio, la storia e la geografia.
Successivamente un breve passeggiata ci porta a scoprire vecchi villaggi Taneka, situati alle pendici dei monti omonimi. Questi villaggi hanno capanne rotonde con tetti conici e protetti al centro da vasi di terracotta. La parte superiore dei villaggi è abitata dai giovani iniziati e dai sacerdoti dei feticci, abbigliati con sole pelli di capra e caratterizzati da una lunga pipa dalla quale non si separano mai. Questa popolazione ha abitato su un sito archeologico per molti secoli. Pare che i primi abitanti, d’origine Kabye, abbiano occupato la montagna nel IX secolo. Da allora altre popolazioni si sono unite a loro formando una specie di melting-pot. Ogni gruppo ha conservato i propri culti e riti d’iniziazione, e nello stesso tempo insieme hanno creato istituzioni politiche e religiose comuni. Mentre si cammina lungo viuzze delimitate da pietre lisce, potrebbe capitare d’incontrare giovani seminudi e con il cranio rasato. Si preparano alle celebrazioni iniziatiche. I Taneka, considerano che per «fare» un uomo ci vuole tempo, pazienza e tanto… sangue d’animali sacrificati. Insomma, un processo lungo tutta un’esistenza, a tal punto che la vita stessa diventa un rito di passaggio.
Trasferimento verso sud e visita al feticcio di Savalou che rappresenta un importante luogo di pellegrinaggio animista.

GIORNO 8: Maschere danzanti, da Dassa a Abomey (100 km – tempo di trasferimento 2 h) – BENIN
Dassa è la sede di un antico regno fondato da Olofin nel 1385. Oggi la cittadina ospita siti che testimoniano di questa lunga storia.
Assisteremo alla danza delle maschere Egun che rappresentano gli spiriti dei defunti e di fatto, secondo la popolazione locale, “sono” i defunti.
Gli uomini che indossano le maschere che rappresentano Egun sono iniziati al culto. Vestiti con abiti multicolori e sgargianti, emergono dalla foresta e formano una processione per le strade del villaggio, balzando verso qualsiasi spettatore sciocco che osi avvicinarsi troppo. Non volete che l’Egun vi tocchi, perché se lo fa c’è pericolo di morte, quindi fate attenzione! Alcune persone toccate dall’Egun si accasciano immediatamente a terra, ma fortunatamente si riprendono in fretta.
I partecipanti non devono farsi toccare da Egun: proveniente dall’aldilà potrebbe condurli con sé. Quando la maschera irrompe sulla scena, si assiste a una specie di corrida che suscita un mix di paura e rispetto. In alcuni casi coloro che sono raggiunti dalle maschere cadono in uno stato di catalessi e sono portati subito nella casa delle maschere per un trattamento segreto che li farà ritornare nel mondo dei vivi. All’arrivo le maschere si esibiscono in una sorta di combattimento con i tori che ha lo scopo di incutere timore e rispetto.
Una volta arrivati ad Abomey, incontriamo con la comunità dei “falsari”, che da secoli servono i re del Dahomey nella produzione di armi e altri utensili.
Nel pomeriggio assistiamo alle spettacolari maschere danzanti Gelede.
Gelede è allo stesso tempo un culto, una società segreta e una maschera. Prima di tutto, è il culto di Oudua: la grande divinità, la vecchia madre e la madre terra. Gelede è anche la figlia di Ougun, il dio del ferro e una delle principali divinità della religione vudù del Sud Benin. Ma Gelede è anche la società segreta che custodisce le maschere Gelede e organizza danze speciali. Gli spettacoli di Gelede ricordano il nostro “teatro” occidentale, dove ogni maschera rappresenta un personaggio, spesso umoristico o ironico. Questo aspetto teatrale delle maschere che mimano racconti ha la funzione di educare, non semplicemente di intrattenere il villaggio. La maschera di Gelede ha tratti femminili, ma è indossata da uomini vestiti da donna che ballano performance incredibili: un coro composto da più di 20 cantanti che danzano in un grande cerchio con due grandi tamburi al centro, il pubblico circostante, felice ed eccitato, che canta, ride e batte le mani. I colori dominano la scena con i ballerini vestiti con abiti colorati che si muovono in continuazione.

GIORNO 9: Sulle palafitte, da Abomey a Ouidah (200 km – tempo di trasferimento 3 h) – BENIN
Nella regione a nord di Cotonou si estende una vasta area lacustre. Una   barca a motore ci permette di attraversare il Lago Nokwe e raggiungere Ganvie, il più vasto villaggio palafitticolo del continente Africano. I circa 25.000 abitanti appartenenti all’etnia Tofinou costruiscono le loro capanne di legno su pali di teck, coprendone i tetti con spessi strati di fogliame. Il villaggio è riuscito a preservare le tradizioni e l’ambiente originari nonostante la lunga presenza umana in un ambiente chiuso. La pesca è l’attività principale di questa popolazione, ma il lago non è sovra-sfruttato. La vita si svolge ogni giorno intorno alle canoe che uomini, donne e bambini guidano con disinvoltura utilizzando bastoni dai colori vivaci. È con queste canoe che gli uomini pescano, le donne consegnano le merci al mercato e i bambini vanno a scuola e giocano.
La città di Cotonou è caratterizzata dal traffico costante di migliaia di zamidjans (moto-taxi), i cui autisti sono caratterizzati da uniformi gialle e porpora. Di conseguenza, la città segue il ritmo dei semafori che scandiscono fermate e ripartenze dei moto-taxi. Divertitevi a guardarne il caos.
Proseguiamo verso Ouidah, considerata la capitale del vudù africano.

GIORNO 10: Zangbeto, il fantasma (120 km – tempo di trasferimento 2 h) – BENIN
Ouidah fu conquistata dall’esercito di Dahomey durante il XVIII secolo per diventare uno dei principali porti degli schiavi. Oggi la città gode di un’architettura afrobrasiliana. Coabitano uno di fronte all’altro, in perfetto sincretismo, il tempio dei pitoni e la cattedrale cattolica. La lentezza dei personaggi inondati dal sole… il battito lontano delle onde sulla spiaggia… il ritmo dei tamburi sembrano riportare l’eco mormorante delle colonne di schiavi imbarcati su queste spiagge. Un’atmosfera “fuori del tempo”, perfettamente descritta da Chatwin nel suo libro «Il viceré di Ouidah». A piedi visitiamo il Tempio dei Pitoni e il Forte portoghese, oggi un museo sulla storia di Ouidah e della tratta degli schiavi (attualmente in restauro). Terminiamo il nostro tour della città seguendo la “strada degli schiavi” fino alla spiaggia, il punto di “non ritorno” dove gli schiavi erano soliti salire a bordo delle navi.
Nel pomeriggio assisteremo alle performance della maschera Zangbeto. Grande maschera coperta di paglia colorata, Zangbeto rappresenta i selvaggi spiriti non umani, le forze della natura e della notte che hanno abitato la terra prima dell’arrivo dell’uomo. L’uscita di Zangbeto è una gran festa per il villaggio, che beneficia della protezione degli spiriti maligni e tiene lontane le presenze minacciose. Il roteare della maschera simbolizza un’operazione di “polizia spirituale” destinata a mantenere ordine nel villaggio e scacciare i malintenzionati, anche la realizzazione di “miracoli” conferma i poteri magici della maschera.

GIORNO 11: Nel cuore della terra del vudù! da Ouidah a Lome (150 km – tempo di trasferimento 5 h) – BENIN & TOGO
Attraversiamo la frontiera del Togo (Save Kodji / Hilla Kodji).
Lungo tutta la costa del Togo e del Benin, il Vudù è una religione ancora ferventemente praticata, tramandata dagli antenati. Sebbene secondo molti occidentali il Vudù sia solo una forma volgare di magia nera, in realtà il Vudù è una vera e propria religione, molto più ricca e complessa di quanto spesso si pensi.
Incontro con un guaritore tradizionale che cura i suoi pazienti con riti ed erbe vudù. I trattamenti sono efficaci per quasi tutte le malattie, soprattutto per la pazzia. Il suo santuario è impressionante. L’elenco infinito di Vudù dimostra gli infiniti poteri concentrati nel sito.
In un remoto villaggio nascosto, parteciperemo a una cerimonia vudù: il ritmo frenetico dei tamburi e i canti degli adepti contribuiscono a richiamare lo spirito vudù che poi si impossessa di alcuni dei danzatori. Questi cadono in una trance profonda: occhi che si rovesciano all’indietro, smorfie, convulsioni, insensibilità al fuoco o al dolore. Sakpata, Heviesso, Mami Water sono solo alcune delle divinità vudù che possono manifestarsi. In questo stretto villaggio, circondati dall’atmosfera magica della cerimonia, capiamo finalmente cosa intende la gente quando dice: “Nelle vostre chiese pregate Dio; nel nostro santuario vudù diventiamo Dio!”.
Arrivo a Lomé nel tardo pomeriggio. Tempo libero per prepararsi alla partenza o per fare shopping; il nostro veicolo rimane a disposizione per accompagnarvi: negozi di arte tribale e antiquariato, artigianato, gallerie d’arte con dipinti contemporanei della “scuola togolese” (che iniziano ad essere piuttosto popolari nelle gallerie francesi e nordamericane), negozi che vendono oggetti d’arte “popolare” come le colorate insegne “pubblicitarie” davanti ai parrucchieri di strada, ecc.
In serata, trasferimento all’aeroporto.

 

  • VISAS: Togo – visto a due entrate; Benin visto entrata singola (evisa)
  • VACCINAZIONE: Febbre gialla: obbligatoria; profilassi antimalarica: altamente raccomandata.
  • PASTI: pranzi: picnic oppure nei ristoranti (menu pre-selezionati); cene nei ristoranti degli hotel (menu pre-selezionati)
  • BAGAGLIO: max 20 kg, sacche da viaggio non rigide
  • ASSICURAZIONE: NON INCLUSA, obbligatoria per assistenza medica, eventuale rimpatrio e danni materiali o fisici derivanti dal viaggio.
  • MEZZI DI TRASPORTO: microbus o minibus
  • Tutte le nostre escursioni sono progettate in modo da essere abbastanza flessibili per approfittare delle opportunità che possiamo incontrare lungo il percorso
  • Considerando la natura del viaggio, alcune parti potrebbero essere modificate per cause imprevedibili e sulla base di decisioni dello staff locale. Spese dovute a tali variazioni saranno a carico del partecipante. Naturalmente la guida farà il possibile per attenersi al programma originale.
  • I prezzi potrebbero variare in caso di aumento dei costi dei servizi, indipendenti dalla volontà dell’organizzatore.

Incluso:

  • Assistenza all’aeroporto di arrivo (giorno 1) e partenza (giorno 11)
  • Trasferimenti e visite in minibus/microbus
  • Guide locali (parlanti italiano, a partire da due viaggiatori parlanti italiano se disponibili, oppure inglese, francese)
  • Tour e visite come da programma
  • Pernottamenti in camere standard, come da itinerario
  • Tutti i pasti B = prima colazione L= pranzo – D = cena
  • Acqua minerale durante le visite
  • Ingressi ai parchi, concessioni, aree protette e siti di interesse culturale
  • Kit di pronto soccorso
  • Tutte le tasse

 

Non incluso:

  • Voli internazionali
  • Trasferimenti pre-tour e/o post tour da e per aeroporto
  • Visa ed eventuali tasse aeroportuali
  • Spettacoli di musica dal vivo la sera
  • Pasti e/o escursioni turistiche diverse da quanto specificato nel programma
  • Acqua minerale ai pasti e tutte le bevande
  • Facchinaggio
  • Spese personali per foto e video
  • Assicurazione (obbligatoria)
  • Mance per autisti, guide, cuochi e staff hotel
  • Spese di consegna bagagli persi
  • Qualsiasi spesa di natura personale quali telefonate, lavanderia etc.
  • Tutto ciò non menzionato nel programma

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